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Hacking Team: siamo in un Paese a “sovranità controllata”!

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Hacking Team: siamo in un Paese a “sovranità controllata”!

La vicenda che ha visto coinvolta l’azienda italiana Hacking Team è la prova inconfutabile che non siamo semplicemente in un Paese a sovranità limitata ma molto peggio…siamo in un Paese a sovranità controllata.

La prima domanda che posi a chi di dovere, non appena entrato nel COPASIR, fu proprio sui software che utilizzano le nostre Agenzie Informative per la Sicurezza.

Tra un sorrisetto e l’altro non mi è mai stata data risposta ed oggi finalmente capisco il perché!

Per ricostruire quanto accaduto torniamo indietro nel tempo.

Lo scorso febbraio arrivò alla Camera il cosiddetto “DL Antiterrorismo” di cui fui anche relatore di minoranza.

Ricordo fosse ieri che ci fu una battaglia condivisa da più parti politiche che favorì la soppressione di un emendamento del governo che voleva consentire le intercettazioni da remoto, sfruttando software difficilmente controllabili e molto invasivi. In parole povere si provava a dare accesso incondizionato a tutte le utenze che utilizziamo nel momento in cui accendiamo computer, tablet, telefonini e qualunque device connesso ad una rete. Verrebbe da pensare che tutte le battaglie a cui abbiamo assistito su “intercettazioni telefoniche si” o “intercettazioni telefoniche no” siano state ormai obsolete perché superate dalla realtà dei fatti, realtà che, come sempre, corre più veloce di chi dovrebbe regolamentarla.

La domanda però rimane sempre quella: incapacità o precisa volontà politica?

Oggi, dopo lo scandalo Hacking Team, viene alla luce, in maniera inconfutabile, che software spia vengono normalmente usati dalle Agenzie Informative, quindi dai governi ma anche da privati. Le nostre forze di polizia ad agenzie utilizzano, da tempo, un software-spia di inaudita potenza e pervasività nella vita privata di ciascuno di noi. Questo vuol dire che quel goffo tentativo di legalizzazione dell’utilizzo di quello che passò alla cronaca come il “trojan di stato” durante il DL Antiterrorismo era solo un modo per salvarsi in calcio d’angolo con un cappello giuridico last minute. Il passaggio incriminato era questo: “all’intercettazione del flusso di comunicazioni relative a sistemi informatici o telematici ovvero intercorrente tra più sistemi” si sarebbe potuto procedere “anche attraverso l’impiego di strumenti o di programmi informatici per l’acquisizione da remoto delle comunicazioni e dei dati presenti in un sistema informatico”.

Tutto ciò sembra proprio essere cucito addosso al software della Hacking Team che si chiama per l’appunto RCS – Remote control System. Altro nodo da sciogliere (che mi auguro venga fatto nel dettaglio e quanto prima dalle autorità competenti) è la storia dell’attacco informatico, il leaks, quello subito dalla società che garantiva sicurezza informatica a mezzo mondo. Su questo punto ci sono ancora tantissimi ombre e risposte da dare e che stanno ahimè tardando ad arrivare. Come si pone questo potentissimo strumento spia rispetto a questa o quella regola presente nel nostro ordinamento giudiziario?

Le modalità tradizionali di intercettazione prevedono un protocollo preciso e limitato nel tempo, prorogabile solo da un magistrato, tutto rimane tracciato quindi e nel caso di una intercettazione sapremo chi l’ha richiesta e nei confronti di chi, per quanto tempo e chi ha avuto accesso al materiale e così via. Apprendiamo invece che Galileo, il programma della Hacking Team, può essere cancellato da chi lo controlla a distanza senza lasciare tracce rilevabili neppure con tecniche sofisticate. Senza contare che le intercettazioni possono durare per un tempo infinito…

La cosa assurda è che quindi migliaia di indagini in corso potrebbero anche essere fuori da quello che è il perimetro costituzionale!

È certo che Hacking Team ha venduto Galileo a molti clienti privati, italiani e non… Vi ricordate quando in aula richiamavo le dichiarazioni dell’ex responsabile della CIA in Italia Vincent Cannistraro che durante il caso Datagate ci accusava di possedere e vendere a paesi terzi software simili ai loro?

Ecco, i nodi vengono al pettine!

Avete sentito Renzi parlare di queste cose? A lui non interessa la nostra Sicurezza Nazionale? Alfano si è accontentato della sua squadretta in ministero che oscura siti e protegge la Boldrini su Facebook?

Quando saremo noi al governo la politica rialzerà la testa con un piano per la Sicurezza cucito intorno al cittadino e non al bisogno sfrenato di controllarci da parte dei governi, l’unico nostro obiettivo sarà tutelare il singolo da chi vuole aggredire il privato per meri fini economici e criminali.

Rincorrere il concetto di Sicurezza assoluta non può consentire ai governi l’abbattimento della privacy di milioni di cittadini perché il gioco molto spesso non ne vale la candela…se l’obiettivo resta difendere gli italiani.

Libertà democratica, diritto alla privacy, repressione della criminalità, suddivisione dei poteri e ammodernamento legislativo…queste le parole chiave che sentirete pronunciare nei prossimi giorni. Intanto governi ed agenzie di privati possono quello che la nostra democrazia finge di non vedere.

In un Paese in cui la fibra ottica è ancora utopia la strada è lunga ma il MoVimento 5 Stelle è in Parlamento per riscrivere le regole riportando al centro i diritti della persona…noi non molliamo!

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