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Intelligence Collettiva: Storia dei Servizi Segreti

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Meme_Intelligence Collettiva 2016
Meme_Intelligence Collettiva 2016

Intelligence Collettiva: Storia dei Servizi Segreti

ROMA, VENERDÌ’ 1 APRILE ORE 9.30
(con registrazione ore 9:00)

PALAZZO DEI GRUPPI
via Campo Marzio, 78
ADIACENTE PALAZZO MONTECITORIO
CAMERA DEI DEPUTATI
Aula dei Gruppi
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Meme_Intelligence Collettiva 2016

Continua un percorso conoscitivo utile ad approfondire i temi dell’intelligence, della sicurezza nazionale e del cyberspazio. Nel primo evento Intelligence Collettiva abbiamo discusso, grazie alla presenza delle principali figure nazionali che si occupano di sistemi informativi e ad alcune delle principali aziende che operano nel settore informatico, di come agiscono oggi i servizi informativi e quali sono gli obiettivi dei prossimi anni.

Questa volta punteremo invece a ricostruire la storia dei servizi segreti dalle prime prove dell’esistenza di organizzazioni dedite alla gestione delle informazioni alle più moderne agenzie.

Come si sono evolute le tecniche di ricerca, analisi e gestione delle notizie che il decisore politico utilizza per fare le sue scelte?

In quali civiltà sono nati i primi rudimentali archivi e quanto differiscono dalla moderna gestione dei “segreti”?

Nell’era di internet i moderni sistemi di digitalizzazione sono più o meno sicuri dei primissimi metodi di utilizzo e conservazione delle informazioni?

In quali momenti della storia è nata la percezione della grande importanza che l’intelligence rappresenta nella gestione della sicurezza interna di un paese e dei rapporti che esso instaura con gli altri governanti?

A questa e a tante altre domande troveremo risposta grazie al contributo di chi ci offrirà una visione profonda della storia dei servizi segreti dai sumeri ai giorni nostri.


Testata-FB_intelligence_2016
Testata-FB_intelligence_2016

 

Bruno Marton – Membro del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (COPASIR) – Introduzione e moderazione dei lavori.

Luigi Di Maio – Vice Presidente della Camera dei Deputati – Saluti istituzionali e apertura dei lavori.

Prof Adriano Soi – Docente di ‘Security studies’ alla Scuola Cesare Alfieri dell’Università di Firenze, già prefetto e consigliere della Camera dei deputati, autore insieme a Dario Antiseri del volume ‘Intelligence e metodo scientifico’.

Prof Aldo Giannuli – Docente di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Milano e consulente per importanti commissioni parlamentari. Autore di molte pubblicazioni sui temi dell’Intelligence e dei Servizi Segreti.

Prof Alfredo Mantici – Ex Capo del Dipartimento Analisi del Sisde; Direttore editoriale del magazine “Lookout News”.

Prof Umberto Saccone – 33 anni nell’Arma dei Carabinieri e nel SISMi. EX Direttore della Security dell’ENI. Autore di numerosi libri sulla sicurezza aziendale e sulle infrastrutture critiche.”

 

Evento-Fb_intelligence-collettiva_2016
Evento-Fb_intelligence-collettiva_2016

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4 Commenti

  1. Gentile Angelo Tofalo, sono stato presente e apprezzo molto sia l’iniziativa sia il livello davvero elevato dei partecipanti e dei contenuti. Mi permetto di notare solo che parlando di storia dei Servizi segreti si potrebbe raccontare la vera storia d’Italia degli ultimi 73 anni, ma non lo si riesce a fare. Non c’è storia se un personaggio pubblico per una parte dei cittadini è un grande intellettuale e per un altra parte un soggetto da offendere in tutti i modi (per esempio Pasolini), oppure se un uomo politico per una parte è un grande statista e per un’altra parte è un mafioso delinquente (gli esempi possono essere tanti). Senza storia non c’è un popolo e senza un popolo non può esserci la nazione italiana e senza la nazione non saremo mai nulla. Potremmo solo sperare di continuare a fare la colonia degli USA e i fratelli minori della Germania (magari con qualche informazione in più sulla attività dei Servizi). Si spieghi perché un coacervo di forze formato da parti di Stato, parti di Servizi Segreti, parti di Chiesa, parti di Massoneria, parti di malavita organizzata anche in collaborazione tra loro, ha avvelenato e insanguinato la vita del paese. E’ possibile per esempio, che Cossiga, Andreotti e D’Amato, abbiano costituito e gestito una falsa Gladio coperta e nascosta dietro quella vera? Parlo di una Gladio utilizzata per motivi interni, per organizzare le attività e le infiltrazioni atte a realizzare la strategia della tensione. Ed è possibile che uomini come Contrada o come i carabinieri che hanno gestito la trattativa Stato-mafia siano convinti di essere stati fedeli servitori dello Stato e, nello stesso tempo, che siano invece stati al servizio di quelle forze eversive e che abbiano messo in atto attività criminali, senza averne consapevolezza perché appunto convinti di stare ad eseguire ordini superiori e legittimi?