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Intelligence Collettiva: la sicurezza dell’Italia

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La terza ed ultima dimensione dell’azione umana che prenderemo in considerazione è quella politica decisionale: il governo.

Lo spionaggio ha origini molto antiche e abbiamo già detto che, sin dalle sue prime forme, si è sviluppato su due differenti binari: da un lato il controllo del potere politico-economico sulla popolazione a garanzia della difesa e della crescita di un qualsivoglia sistema organizzato, dall’altro l’acquisizione di informazioni riguardanti altri sistemi a supporto di scelte politiche, economiche e militari più consapevoli.

Entrambi gli obiettivi sono molto più difficili da conseguire per i moderni governi democratici rispetto ad altri momenti della storia in cui la scarsità di strumenti di comunicazione, un accesso limitato all’informazione, ed un forte accentramento decisionale hanno favorito una più efficace gestione del potere. Ecco perché i governi, per rendere i propri sistemi meno vulnerabili, hanno dovuto costruire intorno a queste esigenze un vero e proprio sistema di sicurezza.

In Italia, ad esempio, il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica è gestito direttamente dal Presidente del Consiglio che, sentito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica , attraverso l’Autorità delegata detta le linee guida a tutto il comparto. Il cervellone che si occupa di ricercare, analizzare ed elaborare le informazioni richieste dal decisore politico si chiama Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) e da esso dipendono quelli che una volta erano i Servizi informativi civili e militari (Sisde e Sismi ) e che oggi sono stati suddivisi per competenze principalmente territoriali tra Agenzia informazioni e sicurezza interna ed Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISI e AISE).

I direttori, i funzionari e le risorse che operano in queste Agenzie godono, anche se con alcune importanti limitazioni, di garanzie funzionali che gli permettono di mettere in campo azioni al di fuori del convenzionale perimetro giuridico.
Qual è il reale compito del Sistema di informazioni per la sicurezza della Repubblica? Per quale motivo la legge offre garanzie funzionali ai suoi operatori?

La Legge numero 124 del 3 agosto 2007 e successive integrazioni prevede che le Agenzie sotto il coordinamento e la supervisione del Dipartimento debbano mettere in atto attività informative finalizzate alla protezione degli interessi politici, militari, economici, scientifici e industriali dell’Italia.
In particolare all’AISE è affidato il compito di ricercare ed elaborare, nei settori di competenza, tutte le informazioni utili alla difesa dell’indipendenza, dell’integrità e della sicurezza della Repubblica, anche in attuazione di accordi internazionali, dalle minacce provenienti dall’estero mentre all’AISI è affidato il compito di ricercare ed elaborare nei settori di competenza tutte le informazioni utili a difendere, anche in attuazione di accordi internazionali, la sicurezza interna della Repubblica e le istituzioni democratiche poste dalla Costituzione a suo fondamento da ogni minaccia, da ogni attività eversiva e da ogni forma di aggressione criminale o terroristica.

La ricerca informativa da parte delle Agenzie avviene su indicazione dal Presidente del Consiglio e la qualità e la quantità delle informazioni dipenderà dalle priorità e dalle risorse che di volta in volta verranno decise. È infatti il Primo Ministro che ha l’alta direzione e la responsabilità generale della politica dell’informazione per la sicurezza, nell’interesse e per la difesa della Repubblica e delle istituzioni democratiche poste dalla Costituzione a suo fondamento.

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