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La Scuola Militare Nunziatella di Napoli

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scuola militare nunziatella napoli esercito italiano
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La Scuola Militare Nunziatella di Napoli è una vera e propria eccellenza dell’Esercito Italiano, delle Forze armate e di tutto il Paese. Un patrimonio collettivo che ci è stato donato dalla storia.

La Delega sulla formazione che ho ricevuto dal Ministro della Difesa mi ha offerto l’opportunità di approfondire la conoscenza delle strutture che le nostre Forze armate mettono a disposizione di quei giovani che vogliono puntare in alto.

Il segreto che caratterizza una storia così lunga, fatta di sacrifici e successi, risiede nell’aver associato ad un percorso di studi di altissimo livello l’acquisizione dei valori portanti della nostra Repubblica.

Storia della Scuola Militare Nunziatella

Partiamo dall’importante storia che ha permesso alla Scuola Militare Nunziatella di essere riconosciuta oggi come un gioiello nazionale nell’educazione degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, quelle che una volta chiamavamo scuole superiori o licei, di indirizzo sia classico che scientifico.

La Nunziatella al tempo dei Borbone

La Scuola Militare Nunziatella nasce a Napoli – sulla collina di Pizzofalcone – nel lontano 1787, per iniziativa del Re Ferdinando IV di Borbone (Re Ferdinando IV di Napoli).

L’esigenza era formare i futuri ufficiali, e si basava sulla fusione di importanti esperienze precedenti volute da Carlo di Borbone come:

  • la Real Academia de los Guardias Estendartes de las Galeras (1735)
  • l’Accademia di Artiglieria (1745)
  • l’Accademia del Corpo degli Ingegneri militari (1754)
  • la Reale Accademia militare (1769)

A queste realtà fu successivamente affiancato uno specifico istituto per l’educazione militare dei cadetti, il Battaglione Real Ferdinando (1771), caratterizzato da uno studio prevalentemente orientato verso le matematiche e l’arte militare.

In seguito, al fine di preparare adeguatamente gli ufficiali sotto il profilo umanistico, scientifico e militare, il nome cambiò in Reale Accademia del Battaglione Real Ferdinando, ospitando ben 810 cadetti, divisi in nove compagnie.

Ad integrazione delle istituzioni d’istruzione militare del Regno di Napoli c’erano la Reale Paggeria ed il Collegio militare.

Con l’affidamento delle forze armate alla guida di John Acton, detto anche Giovanni Acton, la volontà di dare ulteriore sviluppo e perfezionamento all’istruzione degli ufficiali spinse ad utilizzare le esperienze di formazione militare maturate in Francia, Germania ed Austria.

Un gruppo di ufficiali napoletani, guidati dall’allora tenente Giuseppe Parisi (1745-1831), ne studiò direttamente i modelli e le caratteristiche e, al rientro a Napoli, elaborò una relazione che rafforzò la volontà di creare una nuova Accademia, una istituzione veramente innovativa, con soluzioni originali, capace di curare la formazione culturale, fisica e caratteriale.

Re Ferdinando IV istituì la Real Accademia Militare abolendo i precedenti istituti di formazione militare e nominò Governatore il Principe Francesco Pignatelli di Strongoli e Comandante Domenico Leonessa, marchese di Supino.

Allo scopo fu destinato l’antico noviziato dei Gesuiti, costituito sulla collina di Pizzofalcone nel 1587.

Terminati i lavori di ristrutturazione dell’edificio le lezioni ebbero inizio il 18 novembre 1787.

Gli insegnamenti erano distribuiti in nove classi; le ultime due erano dedicate alle conoscenze speciali relative alle diverse armi alle quali erano destinati gli allievi. 

L’Ordinanza per la Reale Accademia militare del 1798 ne delineò i tratti del metodo educativo, che mirava a formare il corpo, la mente e il cuore degli studenti con la necessità di suscitare l’interesse per il sapere, acquisendo la capacità di ragionare e di giudicare, e dell’organizzazione. Lo studio consapevole della letteratura, della storia e del latino, insieme alla conoscenza della fisica, della chimica, della topografia e delle fortificazioni, si aggiungevano alle esercitazioni e agli aspetti applicativi. 

Attraverso l’educazione religiosa e morale si prendevano ad esempio i doveri cristiani per far assimilare agli allievi la virtù dell’ “ufficiosità” in opposizione all’avvilimento e all’arroganza, il senso della lealtà e della gerarchia, la costanza nell’adempimento del dovere, e l’amore della patria.

Dopo una breve interruzione alla fine del 700, prima come Real Convitto militare (1801), poi come Real Accademia militare (1802), la Nunziatella riprese la sua funzione istituzionale. 

La Nunziatella durante l’occupazione francese

Presidente fu nominato il Tenente Colonnello Giuseppe Saverio Poli ma, con il decennio di occupazione francese, l’attività scolastica continuò con la nuova denominazione voluta da Giuseppe Bonaparte di Scuole militari provvisorie, sotto la guida dello stesso Parisi. Divenne poi Scuola Reale politecnica e militare con decreto di Gioacchino Murat, che ne riformava gli studi scanditi nell’arco di un quadriennio e ne affidava il comando al colonnello Francesco Costanzo. 

Il ritorno dei Borbone

Ritornato sul trono Ferdinando IV di Borbone, la Nunziatella continuò a svolgere il suo compito con il precedente assetto organizzativo, solo mutando parzialmente il nome in Reale Istituto politecnico militare. Una successiva riforma lo trasformò in Reale Accademia militare (1819), col compito di formare gli ufficiali per l’artiglieria, il genio e lo stato maggiore, cui venivano affiancate in distinte sedi la Reale Accademia militare, per gli ufficiali degli altri corpi, e le Scuole militari, destinate ai sottufficiali.

Francesco II Re del regno delle due Sicilie
Francesco II Regno delle due Sicilie

Nel 1823 fu richiamato in vigore l’originario ordinamento, con la scansione degli studi in otto anni ed un’ampia riserva di posti ”a piazza franca” destinata a orfani o figli di ufficiali benemeriti. Dal 1835 al 1844 la Nunziatella ebbe anche, pur in diverse forme, la funzione di formare gli ufficiali di Marina.

A seguito dei moti rivoluzionari del 1848, che videro molti docenti sostenere e battersi per gli ideali di libertà, il re Ferdinando II ritenne opportuno trasferire la Nunziatella a Maddaloni, poco distante dalla Reggia di Caserta, dove intendeva spostare la corte. Una parentesi durata dal 1855 al 1859, anno in cui il Generale Carlo Filangieri ottenne dal giovane re Francesco II l’autorizzazione al rientro a Napoli.

L’Unità d’Italia e la riforma dei piani di studio

Con l’unificazione politica della penisola, la Scuola assunse la denominazione di Collegio militare in Napoli e fu destinata al ruolo di istituto secondario per preparare gli allievi per le Accademie di Torino e di Modena.

Quindi, dopo un difficile periodo, durante il quale gli anni di corso furono ridotti ad appena due, ed addirittura nel 1873 fu proposta la soppressione della Scuola, la Nunziatella vide ampliato il numero degli allievi (1877), e successivamente riformato il piano degli studi, mentre venivano portati a cinque gli anni di corso.

L’Organizzazione moderna e la nuova proposta formativa

La scuola militare Nunziatella di Napoli nel ‘900

Duca Amedeo di Savoia Aosta Nunziatella Napoli
Duca Amedeo di Savoia Aosta

Con la riforma del 1908 la Nunziatella assumeva sostanzialmente la sua attuale fisionomia. I corsi di studio divennero due, ciascuno di tre anni, uno classico, l’altro tecnico-scientifico.

Per l’ammissione gli allievi dovevano avere tra i 14 e i 17 anni, mentre i programmi scolastici erano quelli delle scuole superiori, a cui si affiancava una intensa attività sportiva. Al termine del corso gli allievi potevano accedere senza esame all’Accademia di Modena o – con il superamento del solo esame di matematica – alle Accademie di artiglieria e di marina.

Così riorganizzata la Scuola conobbe un nuovo rilancio, sancito peraltro dal significativo contributo di ex Allievi (tra i quali nel 1913 anche il Duca Amedeo di Savoia-Aosta) alla Grande Guerra (prima guerra mondiale).

Gli allievi della Nunziatella tra Eritrea, Etiopia e due guerre mondiali

Gli ufficiali formati dalla Nunziatella – che nel 1936 assume la nuova denominazione di Scuola militare di Napoli – si distinsero ancora in Eritrea ed in Etiopia

Durante la seconda guerra mondiale, nel corso della quale ben 22 ex allievi furono insigniti della medaglia d’oro, la Scuola per motivi di sicurezza fu temporaneamente trasferita a Benevento (1943).

Già agli inizi del 1944, però, le lezioni poterono riprendere in alcuni degli antichi locali, pur con la riduzione della Scuola a solo Liceo convitto. Scongiurata la chiusura, la Nunziatella riprese appieno la sua attività prima come Collegio militare di Napoli, ed infine dal 1953 con l’attuale denominazione di Scuola Militare Nunziatella.

Ancora oggi, grazie alla qualità dei comandanti e dei docenti che si sono succeduti, è possibile respirare lungo i corridoi delle aule, negli spazi comuni, in mensa un senso di rigore e responsabilità.

L’edificio della Nunziatella racchiude in sé anche tre importanti musei, a testimonianza della profonda tradizione storica e culturale dell’istituzione.

I motti della Scuola Militare Nunziatella

Sono tanti i motti che hanno accompagnato gli studenti della Nunziatella, uno degli istituti più antichi a livello mondiale, ma quello che dal 1945 ha resistito fino ad oggi è: 

Preparo alla vita ed alle armi

Accanto a quello ufficiale, esistono anche altri due motti informali, legati a due luoghi della Scuola.
Nella parete di fondo dell’Aula Magna è riportato il motto:

Essere più che sembrare

La traduzione della frase “Esse quam videri” proveniente dal capitolo 98 del De amicitia di Marco Tullio Cicerone

Sotto il grande orologio della Scuola, posto sul pianerottolo del primo piano, è invece riportato il motto

Il perder tempo a chi più sa più spiace

proveniente dal III Canto del Purgatorio della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Studenti celebri della Scuola Militare Nunziatella

In queste aule si forma una parte fondamentale della classe dirigente del nostro Paese.

Nei suoi oltre due secoli di storia la Nunziatella ha avuto tra i propri allievi numerose personalità del mondo politico, militare, culturale e professionale italiano e internazionale. Altre personalità sono, ad esempio, l’inventore Francesco Sponzilli, uno dei precursori della radio; l’economista Enrico Barone, padre della teoria della produttività marginale; il progettista Mario Revelli di Beaumont; lo storico Angelo Gatti e l’ingegnere Gennaro De Matteis, costruttore del Palazzo dei Marescialli.

Insegnanti eccellenti per gli allievi della Nunziatella

Numerose eccellenze del mondo culturale hanno insegnato alla Nunziatella, contribuendo in maniera decisiva allo sviluppo degli allievi. Fra tutti sono di spessore Federico Zuccari, fondatore dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte; E. A. Mario, autore de La canzone del Piave; Luigi Russo, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa.

La Nunziatella ha avuto, al 2019, 80 comandanti, tra cui numerosi ex allievi e personalità della vita civile italiana, tra cui Luigi Chatrian, membro dell’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana.

La Nunziatella: talento e impegno al servizio del Paese

Non dimenticherò mai l’emozione che ho provato durante il mio discorso al Giuramento Solenne degli allievi del 232º Corso della Scuola Militare Nunziatella dell’Esercito Italiano. 

In quella occasione dissi agli studenti che avevano appena terminato il corso di studi che quella sera, una volta tornati a casa, dopo aver festeggiato con i parenti e con gli ex allievi, avrebbero dovuto dedicare 30 secondi di tempo a loro stessi per guardarsi allo specchio, dritti negli occhi, e capire se il cuore batteva abbastanza forte per il Paese da sentirlo ardere.

In quel caso continuare a studiare in Accademia militare e cercare di diventare alti ufficiali delle Forze armate sarebbe stata la giusta scelta, magari per diventare un giorno uno dei maggiori esperti in materia cibernetica come il Gen. Umberto Rapetto, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, come il Generale Salvatore Farina, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, come l’attuale Comandante Giovani Nistri, il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa e Consigliere del Presidente della Repubblica come il Generale Rolando Mosca Moschini o Ministro della Difesa come l’on. Arturo Parisi.

Questo video lo dedico a tutti quei ragazzi che decideranno di servire le istituzioni stimolando con i propri comportamenti un nuovo rinascimento per il nostro Paese.

Vi ringrazio per l’attenzione e vi do appuntamento al prossimo contenuto multimediale per scoprire insieme tutte le eccellenze della Difesa

1 commento

  1. Egregio Signor Sottosegretario.
    La ringrazio per questo bellissimo intervento come altrettanto bello è stato quello allo scorso giuramento degli allievi; al quale ho partecipato in piazza come molti altri Ex Allievi come me.
    Mi permetto solo purtroppo di darle la brutta notizia che il motto “essere più che sembrare” che era da decenni presente in aula magna, è stato tolto, non c’è più in quanto rimosso.

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