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Briefing di aggiornamento sulle attività dell’Esercito Italiano

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Questa mattina sono stato a Palazzo Esercito per un delicato briefing di aggiornamento sulle attività dell’Esercito Italiano.

Alla presenza del Sottocapo di Stato Maggiore, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo, e il Comandante del COMFOTER COE (Comando delle Forze Operative Terrestri e Comando Operativo Esercito), Generale di Corpo d’Armata Federico Bonato, ho avuto un aggiornamento del quadro operativo internazionale e nazionale.

All’estero l’Esercito impiega circa 3300 donne e uomini, dall’Afghanistan all’Iraq, dal Libano al Kosovo e poi in Niger, Lettonia, Libia, Somalia.

Non meno importante l’attività addestrativa. Proprio in questi giorni è in corso una fase congiunta con le Unità del Qatar che vede impiegati 800 uomini e un totale di 116 mezzi e 53 sistemi d’arma, oltre ad assetti di “Force Protection” e sorveglianza del campo di battaglia.

In modo particolare abbiamo poi approfondito l’Operazione “Strade Sicure” in vista dell’audizione che terrò mercoledì in IV Commissione Difesa a chiusura dell’indagine conoscitiva sulle condizioni del personale militare impiegato nell’Operazione. Questo percorso sta permettendo di rappresentare e far conoscere al Parlamento le modalità che regolano l’operazione e le necessità attuali.

Sono settemila le unità impiegate su tutto il territorio nazionale. Parliamo di un’operazione che nel corso degli anni si è evoluta per esser sempre più rispondente all’esigenza di sicurezza. Benessere e protezione del personale, ammodernamento dei mezzi e procedure di impiego sono al centro dei provvedimenti di revisione. L’indirizzo è quello di puntare a un’operazione più dinamica, ottimizzando così le risorse in campo. Per farlo è necessario rivalutare con le Prefetture le priorità e rimodulare i servizi, soprattutto quelli più statici e se necessario, andando anche a modificare il decreto normativo.

Abbiamo uno straordinario strumento militare terrestre, fiore all’occhiello della Difesa. Stiamo lavorando per assicurare risorse adeguate che consentano di portare avanti tutti gli impegni.

Richiamo le recenti parole del Presidente Mattarella, Capo Supremo delle Forze armate, l’Italia è il secondo contributore alle missioni NATO, dopo gli USA ed è il quinto contributore per i finanziamenti.

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