Questa mattina ho avuto un briefing in video conferenza con il direttore dell’Istituto Idrografico della Marina Militare, il Contrammiraglio Massimiliano Nannini, sui compiti, le funzioni e le principali attività in corso.
In collegamento, insieme ai più stretti collaboratori del direttore, anche la professoressa Roberta Ivaldi dell’Università di Genova, docente di Geologia marina e coordinatrice scientifica di High North, che ha testimoniato la forte sinergia tra l’Istituto e il mondo accademico e della ricerca.
Questo asset strategico per il Paese, fondato nel 1872, ha sede a Genova ed è posto alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare. Rappresenta l’Organo Cartografico dello Stato designato alla produzione della documentazione nautica ufficiale, cartacea e digitale, dei mari italiani.
L’Istituto ha un ruolo centrale nell’insieme di capacità della nostra Marina che impiega navi, sommergibili, aerei, elicotteri, forze speciali e non potrebbe compiere le proprie missioni con l’efficacia dovuta se non ci fossero alla base istituzioni come questa, che danno supporto tecnico, logistico e formativo.
L’area di competenza copre una superficie di oltre 550.000 chilometri quadrati di spazi marini, in relazione a uno sviluppo costiero superiore ai 7.800 chilometri, in una regione di estremo interesse strategico, situata al centro del Mediterraneo e alla confluenza delle principali rotte marittime internazionali.
L’Istituto concorre alla sicurezza della navigazione, alla difesa nazionale e alla conoscenza e valorizzazione di quanto legato al mare, da un punto di vista scientifico, tecnologico e ambientale. Inoltre conduce studi dell’ambiente marino e sperimentazioni in campo nautico in collaborazione con università e centri di ricerca.






