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IV Commissione Difesa: diretta Question Time

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Questa mattina in IV Commissione Difesa sono intervenuto per rispondere alle interrogazioni presentate dai miei colleghi deputati su temi di competenza del Ministero della Difesa. Abbiamo parlato delle tempistiche sui programmi VBM Freccia e Centauro 2; dell’accesso del corpo delle Capitanerie di Porto al centro elaborazione dati del Ministero Interno; di rimozione dell’amianto dalle unità navali e dai siti militari e del ripiegamento del contingente italiano dalla missione NATO in Turchia.

Question Time – IV Commissione Difesa

Sono in IV Commissione Difesa per rispondere alle interrogazioni presentate dai miei colleghi deputati su temi di competenza del Ministero della Difesa.Si parlerà di rimozione dell'amianto dalle unità navali e dai siti militari; delle tempistiche sui programmi VBM Freccia e Centauro 2; dell'accesso del corpo delle Capitanerie di Porto al centro elaborazione dati del Ministero Interno e del ripiegamento del contingente italiano dalla missione NATO in Turchia. Collegatevi!

Pubblicato da Angelo Tofalo su Giovedì 24 ottobre 2019

Nello specifico, in merito allo stato di attuazione dei programmi VBM Freccia e Centauro 2, ho provveduto a sottolineare che è stata stipulata una convenzione interministeriale tra Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero della Difesa e Ministero delle Economie e delle Finanze, che ha assicurato alla Difesa, per il periodo 2019-2030, dei finanziamenti per oltre 7 miliardi di euro di cui 2,2 verranno stanziati per i programmi VBM Freccia e Centauro 2. La convenzione si trova ora nella fase conclusiva di firma da parte dei Direttori Generali dei Ministeri coinvolti, dopo la quale si provvederà a registrare l’atto presso la Corte dei Conti.

Per quanto riguarda, invece, lo stato dell’arte dei decreti attuati per l’accesso del corpo delle Capitanerie di Porto al centro elaborazione dati del Ministero Interno, ho evidenziato come il Decreto Legge 23 maggio 2008 n.92 ha previsto che gli ufficiali agenti della polizia giudiziaria, appartenenti alla Capitaneria di Porto, possano accedere ai dati e alle informazioni del Centro elaborazione dati del Ministero dell’Interno per finalità di sicurezza portuale e dei trasporti marittimi. Inoltre sono attualmente in corso di definizione tutti i dettagli tecnici per l’accesso ai documenti.

Sulla problematica riguardo la rimozione dell’amianto dalle unità navali e dai siti militari, ho espresso, a nome del Dicastero della Difesa, la totale priorità che riveste la tutela della salute del personale della Difesa e dei cittadini. Per questo, il Ministero a cui faccio capo ha da tempo svolto attività per individuare tutti i materiali e la componentistica contenti tracce di amianto, sulle unità navali e nei siti militari, al fine della loro rimozione. Inoltre la Marina Militare ha provveduto alla bonifica dei siti delle unità navali entrate in servizio prima del 1992 (anno dell’entrata in vigore delle norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto) ed ha effettuato la mappatura e la messa in sicurezza di tutti i materiali contenenti amianto. Si stima, quindi, di riuscire a bonificare entro il 2021-2022 un numero di 156 unità della flotta navale, su un totale di 167. Le ulteriori 11 unità (di cui 5 in disarmo e 6 bettoline, mezzi minori e rimorchiatori portuali) verranno bonificati nell’ambito della programmazione dei singoli stabilimenti di lavoro, ma non presentano situazioni di rischio.

Come ultimo punto è stata sollevata l’importanza dell’impegno italiano nel confine turco-siriano. Su questo tema lo schieramento dei missili lungo il confine turco siriano rientra nel quadro del sistema di difesa che la NATO garantisce a tutela delle popolazioni dei Paesi europei membri dell’alleanza sprovviste di componente aerea. È in quest’ottica che si colloca la partecipazione italiana al progetto NATO Support To Turkey, che ha avuto iniziato a giugno 2016. L’obiettivo esclusivo è stato quello di difendere e proteggere il territorio e gli abitanti e al fine di provvedere alla sicurezza di tutta la delicata regione in oggetto. Nello specifico, il Dicastero continua a monitorare costantemente le condizioni dei nostri militari impiegati nell’operazione, anche se ovviamente restiamo coscienti del fatto che l’accendersi della situazione nel confine turco-siriano ha reso tale attenzione ancora più urgente ed elevata. Ho voluto evidenziare come il nostro contingente militare sia comunque schierato ad oltre 150 kilometri a nord-ovest dal confine e, riguardo alla permanenza della batteria contraerea italiana che è stata autorizzata dal Parlamento per tutto il periodo del 2019, è stato predisposto il complesso delle attività logistiche per il rientro dell’assetto nazionale.

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