Decadenza Vincenzo De Luca: ecco Consiglio Comunale di Salerno
Venerdì si è svolto il primo consiglio comunale dopo la pubblicazione della sentenza che sancisce la decadenza dell’ex sindaco Vincenzo De Luca.
Il nuovo “facente funzioni sindaco” di Salerno Vincenzo Napoli, socialista di vecchia data accarezzato con cura da tutti i consiglieri, insieme agli altri componenti dell’assemblea cittadina ha semplicemente ratificato la decisione presa dai Giudici.
Il presidente del consiglio D’Alessio ha passato la palla al Ministero di Angiolino Alfano attraverso la Prefettura di Salerno. La decisione finale è che Salerno non andrà alle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale già il prossimo 17 maggio ma alla prossima data utile nel 2016.
Questa decisione è il prodotto di un intreccio di fattori che toccano il lato giudiziario, politico ed amministrativo della vicenda.
L’uomo che ha fatto della sburocratizzazione il suo cavallo di battaglia mediatico, chi tuonava contro le istituzioni regionali criminogene e quelle nazionali dormienti ha legato il futuro della città di Salerno a lacciuoli e cavilli amministrativi dimostrando di avere a cuore solo la propria carriera politica.
Mi hanno fatto molto riflettere le parole del neosindaco Napoli quando ha dichiarato di voler continuare a seguire pedissequamente il programma del sindaco “emerito” Vincenzo De Luca che, nonostante una condanna per abuso d’ufficio, una multa della Corte dei Conti di 850.000 euro, una sentenza per aver trasgredito la legge Severino, agli occhi dei suoi uomini resta forte del fatto di essere stato votato dal 75% dei cittadini salernitani. “Un uomo ancora in campo… anzi a tutto campo” le parole pronunciate da molti.
Quindi in questa città, a rigor di logica, quando eleggiamo un sindaco gli diamo automaticamente mandato ad agire per nostro conto al di sopra delle leggi vigenti?
Questo è quello che hanno creduto in tanti negli ultimi anni, gli altri, quelli più scaltri, si sono poi uniti alla gloriosa macchina del consenso.
La legge Severino è oggi tanto odiata dai consiglieri di maggioranza, trasformatisi tutti velocissimamente in luminari dell’interpretazione giuridica e padri costituenti, è certamente perfettibile ma non dimentichiamo che è stata una delle poche risposte date dalla politica ad una cittadinanza esasperata da una gestione del potere inaccessibile, opaca e clientelare.
Una legge che obbliga un uomo politico ad assolvere un ruolo istituzionale alla volta è “demenziale” come vorrebbe far credere qualcuno?
Questa la linea che sta facendo passare De Luca in tv, tra un insulto ed un’accusa, e che i consiglieri Di Carlo e Caramanno hanno portato avanti durante l’assemblea di ieri.
Il primo, vicepresidente della Commissione Statuto, ha dichiarato pubblicamente che la legge Severino andava ben interpretata. Da avvocato si è spinto nell’inverosimile dichiarando che la vera vergogna non è stata la condanna dell’ex primo cittadino ma la velocità del giudizio. Forse l’avvocato ha dimenticato in quel frangente che questa faccenda andava avanti da giugno 2013 e che la procedura, durata più di 2 anni, prevede tempi più rapidi proprio a causa della sua stessa natura di urgenza.
Non sono servite neanche le fughe a comando della maggioranza per far mancare il numero legale in Conmsiglio, una sospensione della sospensiva prodotta in pochi minuti, l’Antitrust e due differenti gradi di giudizio per far accettare la decisione a chi oggi si lancia in iperboli giuridiche senza ricordare che un eventuale terzo grado di giudizio non entrerà nuovamente nel merito della vicenda.
Il secondo intervento speranzoso è stato quello del consigliere Caramanno, uno degli avvocati che ha seguito la causa in prima persona, che ha evidenziato la possibilità di tenere aperta la strada giudiziaria con ulteriori ricorsi avallando di fatto la tesi del congelamento politico della città in favore di un impossibile rovesciamento della sentenza.
Come sempre non sono mancati i coloriti interventi di quei consiglieri che si sono concentrati sull’accusa o sulla difesa d’ufficio del sindaco. Da Stasi, altro ex doppiopoltronista provinciale e comunale, che ha ricordato come De Luca lucrò mediaticamente quando questi giochetti li faceva Cirielli, a Zitarosa che, ammettendo di parlare spesso col cuore e non con il cervello, ha subito approfittato per unirsi al coro dei detrattori della Legge Severino accomunando alle vicende del sindaco decaduto a quelle di De Magistris e Berlusconi. Come sempre il consigliere Della Valle è riuscito a vincere la gara tra i più originali difensori d’ufficio urlando all’aula che le sue orecchie non erano più in grado di ascoltare le ingrate critiche dei detrattori di un sindaco che da 20 anni lottava contro i vucumprà sulla lungomare, il bivacco seriale e la cafoneria.
“Intelligenza collettiva” e “decisioni dal basso” sono le ultime parole che ha pronunciato Vincenzo Napoli prima di chiudere i definitivamente i lavori… la solita vecchia tecnica di chi si appropria di concetti molto importanti per inserirli in una retorica che non trova mai riscontro nella realtà. O forse si è finalmente deciso di aprire Salerno ai referendum consultivi, alla diretta streaming, ad una gestione trasparente della spesa pubblica?
La risposta purtroppo è già nei silenzi verso chi ha richiesto all’inizio della seduta cose molto più “morbide” della democrazia partecipata.
Il consigliere Celano ha fatto presente alla Giunta che il sito web del comune non offre la trasparenza su nomine e incarichi all’interno dell’amministrazione. Inoltre ha segnalato che quando decade un sindaco decadono contestualmente anche gli organi di staff e tutti i contratti a tempo determinato ad essi collegati. Verificare bene tutti gli atti amministrativi è quindi prioritario per non incorrere in ulteriori sanzioni a spese dei cittadini contribuenti.
Proprio in questi giorni sto lavorando ad un PDL sulla trasparenza amministrativa che pubblicherò sul nostro portale LEX per integrarlo con le migliori idee della rete degli iscritti al Movimento 5 Stelle ed il supporto tecnico del nostro ufficio legislativo alla Camera dei Deputati. Dobbiamo assolutamente rendere operative alcune prescrizioni in termini di trasparenza, comprensibilità e usabilità dei dati disponibili sui siti degli enti pubblici.
Il consigliere Adinolfi ha invece fatto notare come dopo le ultime sostituzioni non si stiano rispettando le leggi vigenti in termini di quote rosa. Dopo le dimissioni dell’assessore Maraio la new entry doveva necessariamente essere una donna. Alla Giunta spetta solo il rispetto delle regole, abbiamo già assistito a leziosismi burocratici ad escamotage procedurali che sono solo serviti a rimandare un problema che si poteva risolvere politicamente prima che con una decisione della magistratura.
Il consigliere Cammarota ha riportato al centro del dibattito il problema dei rapporti tra il Comune di Salerno e la società SOGET, lo ha fatto ricordando il caso delle cartelle pazze e l’assurdo sconfinamento delle competenze. L’amministrazione è stata sempre molto ambigua nel comunicare ai cittadini contribuenti i reali poteri della SOGET. Per la legge possono misurare e ricalcolare i valori catastali dei nostri appartamenti? La cosa certa è che volano denunce sulla qualità delle misurazioni e che più di 40.000 cartelle sono state inviate ai cittadini che hanno pochissimo tempo per contestarle nel merito.
Anche in Parlamento stiamo lottando per l’abolizione di Equitalia, un carrozzone politico forte con i deboli e debole con i forti. Le tasse vanno pagate ma allo stesso tempo vanno tutelati i diritti fondamentali della persona e la dignità umana. In questo momento di crisi non si possono vessare i cittadini per ricoprire le voragini economiche generate da una mala gestione politica. Nell’attesa che anche l’Italia, come tutti i paesi europei, utilizzi lo strumento del Reddito di Cittadinanza per ridare ossigeno al Paese dobbiamo garantire alle fasce deboli una protezione da queste infernali macchine burocratiche.
Il consigliere di maggioranza Di Carlo ha risposto alle accuse di Cammarota che il mandato che il Comune di Salerno ha dato a questa società è chiaro: “la SOGET ha un potere solo di riscossione del tributo e non un potere accertativo”. Come fare il ricorso in caso di contestazione dei dati? “In un incontro fatto con De Luca ed il management della SOGET si è chiarito che le contestazioni in autotutela vengono fare direttamente al sindaco ed all’assessore al bilancio perché in effetti l’ente che deve riscuotere il tributo è il Comune stesso”.
Questa in sintesi è la giornata che ha sancito il dopo De Luca per alcuni ed il “nulla cambia” per altri.
Le solite domande fragili condite di pesanti non risposte ed un consiglio che in fin dei conti ha come priorità la cieca difesa del proprio operato.
Il Movimento 5 Stelle è pronto a scardinare con la forza delle idee un carrozzone politico che ritiene di poter continuare sulla strada del non dialogo.
I cittadini hanno la possibilità di cambiare pagina e costruire una città a misura d’uomo… e non a misura di un uomo!
Risvegliamo Salerno dal torpore che l’ha avvolta e imbocchiamo tutti insieme un percorso condiviso di partecipazione alle decisioni che riguardano il bene comune. Questo è il momento giusto!







[…] Consiglio Comunale di Salerno dopo la decadenza di Vincenzo De Luca sembra essere il primo su Angelo […]
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