I Security Manager incontrano le Istituzioni
Questa mattina sono intervenuto a un interessante incontro organizzato da AIPSA (Associazione Italiana Professionisti Security Aziendale), nell’auditorium di Terna, per continuare a parlare di sicurezza e approfondire i rapporti tra le Istituzioni e le aziende.
Ho avuto il piacere di sedere al tavolo con il professor Roberto Baldoni, Vicedirettore generale del DIS (Dipartimento Informazioni per la Sicurezza), la Dott.ssa Nunzia Ciardi, Direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni e la Dott.ssa Rita Forsi, Direttore dell’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione.
Dopo l’intervento di Stefano Mele, Presidente della Commissione Sicurezza Cibernetica del Comitato Atlantico Italiano, si è parlato, con la moderazione di Andrea Rigoni di Deloitte, anche di nuovi modelli di cooperazione pubblico-privato nelle principali cyber-strategy con Francesco Morelli di Terna, Riccardo Barrile di FS, con Corradino Corradi di Vodafone, Francesco Di Maio di ENAV SpA e Alessandro Manfredini di A2A.
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Quello che oggi serve al Paese per fare “sistema” è una strategia cibernetica comune.
Per questo è necessario individuare protocolli di cooperazione tra gli enti che fanno parte dell’architettura nazionale di cyber security e gli operatori privati ai quali è affidata la gestione delle infrastrutture di rete maggiormente critiche e strategiche.
Perché importante parlare di questi temi?
Un attacco informatico a un’azienda oppure ad una Amministrazione Pubblica può avere conseguenze gravi per l’intero Paese.
Serve dunque una maggiore consapevolezza della minaccia e una diffusione della cultura della Difesa e della Sicurezza Nazionale.
In tale ottica, la Difesa si prepara a fare un grande salto di qualità che ci permetterà di scalare almeno due livelli.
Stiamo lavorando incessantemente per fare e fare bene.
Cosa prevede questo importante progetto?
Un modello virtuoso di “Difesa Dual Use e Sistemica”, così come fortemente voluto e indicato dal Ministro Trenta, sempre più efficiente che assicuri sicurezza al Paese in caso di attacchi e di calamità.
Partendo dalle strutture già esistenti porteremo la Difesa, con tutte le sue Forze Armate, a parlare un’unica lingua cibernetica che preveda l’utilizzo di tecnologie interoperabili andando così a migliorare e rendere più reattivi i processi.













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