Il contributo che, nell’attuale emergenza, i nostri militari stanno quotidianamente ponendo in essere nei campi sanitario e logistico, oltreché sul piano della sicurezza, è determinante ed è unanimemente apprezzato. La Difesa sta ricevendo e gestendo continue richieste di supporto in termini di personale, mezzi, strumentazione e, pertanto, ogni elencazione dell’impegno profuso rischierebbe di essere superata dagli eventi. Parliamo di un contributo fondamentale, del quale l’attualità ci sta fornendo piena evidenza e che il ministro della Difesa ha eloquentemente sintetizzato affermando che “le Forze armate fanno la propria parte quando il Paese chiama”.
Per la loro specificità, le Forze armate sono in grado di assolvere in modo straordinario a una serie di compiti ed esprimere capacità decisive in una fase emergenziale del Paese come quella affrontata. Ora, usciti dalla contingenza, appare prioritario ripartire attraverso un’azione immediatamente efficace, che non può prescindere dal corrispondente aspetto finanziario. In quest’ottica, l’industria della Difesa, con un fatturato di circa 14 miliardi di euro e con l’occupazione di circa 160mila addetti – considerato l’indotto nel suo complesso – rappresenta un patrimonio, dal punto di vista occupazionale e di quello tecnologico, di assoluto riferimento per l’intera economia nazionale.
Come ha affermato il ministro della Difesa nel corso dell’esposizione delle linee programmatiche del Dicastero, lo scorso ottobre davanti alle commissioni Difesa congiunte, l’impegno di un rilevante volume di risorse – tra i programmi operanti e quelli di previsto avvio – rappresenta la prova tangibile dello sforzo in atto per assicurare la rapida attuazione del necessario processo di modernizzazione dello strumento militare, per via del pronto utilizzo delle risorse rese disponibili, consentendo agli operatori del settore e alle imprese coinvolte in tale processo di agire in un contesto di affidabilità, oggi più che mai necessario per favorire la curva di ripresa economica ed industriale del Paese.
Per continuare a garantire queste opportunità, la Difesa intende dare, nel quadro di un più ampio contesto interministeriale e con il supporto del Parlamento, impulso alla programmazione vigente, perseguendo il completamento dei programmi già in corso e il rapido avvio di quelli di nuova generazione, sostenendo al contempo lo strategico settore della ricerca. Il robusto coinvolgimento del comparto industriale costituisce, oggi ancor di più, il cardine per la realizzazione di tali obiettivi. Parimenti, sono di tutta evidenza gli effetti che tale sinergia deve provocare sull’indotto occupazionale, fattore fondamentale per la ripresa economica e sociale. È quindi necessario perseverare – in continuità con l’azione già intrapresa – nel rilancio della Strategia industriale e tecnologica della Difesa, come già affermato dal ministro nelle linee programmatiche, valorizzando nella maniera più efficace possibile il ruolo delle grandi, medie e piccole imprese del comparto e coinvolgendo, sull’intero territorio nazionale, i principali stakeholder, le altre amministrazioni interessate, l’industria, i centri di ricerca, le Università e gli operatori del settore.
L’eventuale approvazione di un piano pluriennale di investimenti contribuirebbe, in misura importante, non solo a dotare il Paese di Forze armate in grado di reagire e far fronte a sfide e scenari sovente poco prevedibili, come l’emergenza attuale ci insegna, ma – conferendo un più ampio orizzonte temporale alla programmazione del piano di ammodernamento e rinnovamento dello strumento militare – garantirebbe un più compiuto e proficuo rapporto con l’industria della Difesa nazionale.
Proprio l’incertezza che caratterizza la crisi che stiamo vivendo, esalta l’importanza di poter contare su finanziamenti certi che possano coprire l’intero arco temporale di sviluppo dei principali programmi. Dare tali certezze permette a tutti gli attori di trarre gli auspicati benefici e consente di impostare i piani necessari per superare l’attuale situazione di crisi. Non può essere sottaciuta la rilevanza straordinaria che il comparto Difesa possiede nel mantenimento del know how nazionale su alcuni dei più avanzati standard tecnologici oggi esistenti. Una considerazione che diverrà cruciale nel ruolo internazionale del Paese nel dopo-emergenza. È, dunque, intendimento del dicastero promuovere o sostenere qualsiasi iniziativa normativa volta ad ampliare l’orizzonte temporale di finanziamento dei programmi di interesse.
Siamo chiamati a rafforzare un importante settore del comparto industriale del Paese, il cui indebolimento, in una congiuntura così delicata, potrebbe creare condizioni di vulnerabilità che esporrebbero molte aziende, di strategica significatività, a rischio di acquisizione. Siamo perfettamente consci del ruolo che la Difesa può continuare a svolgere nel post-emergenza Covid-19, contribuendo a conferire, attraverso il proprio programma di investimenti, un rinnovato impulso all’industria nazionale e al conseguente rilancio del Paese. In tale direzione stiamo operando e sono ben chiare le direttrici lungo le quali sviluppare le nostre azioni. Perché tale impulso abbia forma, tuttavia, è fondamentale il supporto del Parlamento nel garantire le necessarie risorse, attraverso la predisposizione di adeguati strumenti normativi che consentano una programmazione di lungo termine basata su quegli imprescindibili presupposti di stabilità e certezza, a tutto vantaggio del rilancio del Paese, da tutti noi voluto.











