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Oggi a Palazzo Marina, con il Capo di Stato Maggiore Ammiraglio di Squadra Valter Girardelli, il Sottocapo di Stato Maggiore Ammiraglio di Squadra Paolo Treu e i Capi dei principali Reparti della Forza Armata, ho approfondito la conoscenza dei principali compiti che la Marina Militare affronta ogni giorno per migliorare e costruire il Sistema Paese.

L’Ammiraglio di Divisione Pier Federico Bisconti, Capo del Reparto Piani, Operazioni e Strategia Marittima dello Stato Maggiore Marina, ha illustrato l’organizzazione, l’approntamento e l’impiego dello strumento militare marittimo, nonché lo scenario in cui la Marina Militare si confronta giornalmente in base alle missioni ed ai compiti assegnati alla Forza Armata.

Non dimentichiamo che l’Italia, con i suoi 8.000 Km di coste, è un Paese marittimo inserito al crocevia di aree e flussi in uno scenario denso di minacce potenziali e concrete.

Nel Mediterraneo, che rappresenta soltanto l’1% della superficie marina globale, transita annualmente il 19% dei traffici mercantili ed il 30% dei flussi petroliferi mondiali.

Il 65% degli approvvigionamenti energetici d’Europa passa dal Mediterraneo, così come un terzo del turismo mondiale.

Per quanto riguarda il nostro Paese, quasi l’80 % dell’import e quasi il 90% dell’export avviene via mare.

E’ evidente quindi come l’economia della nostra Nazione non possa prescindere dal mare e dai traffici commerciali che si sviluppano su di esso.

Di fronte alle minacce attuali ed emergenti sul mare e dal mare, la Marina Militare ha da tempo allargato il proprio orizzonte di influenza, considerando l’area euro mediterranea, quella euro atlantica e quelle ad esse collegate che vi esercitano una diretta influenza, di vitale importanza per la Nazione, producendo giornalmente “sicurezza” agli operatori commerciali italiani, nella consapevolezza che un mare sicuro è certamente e inconfutabilmente un mare meno costoso.

Il Contrammiraglio Zappellini, Capo del Reparto C4S, ha illustrato le strutture tecnico-operative della Marina Miitare che si occupano della Cyber Defence, descrivendo lo stato dell’arte delle reti non classificate e classificate della Marina e, in particolare, di come esse siano evolute, dal 1980 in poi.

Infatti negli anni 80 le Navi erano composte da singole postazioni di lavoro, non vi era nessuna integrazione con il dominio terrestre (tutto avveniva tramite comunicazioni radio), e non era ancora percepita pienamente la minaccia cibernetica.

A partire dagli anni 90, fino ad arrivare oggi, vi è stata una sempre più rapida evoluzione della tecnologia e, conseguentemente, anche delle relative minacce: le navi del futuro prevedono quindi una progettualità moderna con la presenza a bordo di veri e propri Data Center e di SOC (Security Operation Center) all’avanguardia, al fine di rendere le Unità Navali pronte a individuare e fronteggiare qualsiasi minaccia cyber.

Questo comporterà necessariamente un investimento significativo nell’ampliamento di personale qualificato che sia capace e deputato a navigare in un dominio, quale è quello cibernetico, che richiede competenze elevate e sempre in aggiornamento.

Infine è stato presentato un briefing sulla Gestione del Patrimonio Abitativo, a cura dell’Ammiraglio di Divisione Antonio Natale, volto a comprendere, in maniera approfondita, quali sono le criticità attualmente esistenti (sia in termini di numero di alloggi disponibili sia in termini di criteri di assegnazione degli stessi), e quali possano essere le relative proposte risolutive per migliorare la situazione.

L’ottica di tale approfondimento, che mi sta molto a cuore e che sto affrontando con ogni Forza Armata in coordinamento con lo Stato Maggiore della Difesa, ed in sintonia con il SSSD Volpi con il quale condividiamo le deleghe in materia, è quella di voler migliorare le condizioni di vita del personale militare che, chiamato a servire il proprio Paese e spesso trasferito da una città all’altra con una certa periodicità, ha anche tutto il diritto a poter disporre di una logistica che sia decorosa e adeguata.

Questo obiettivo ha come riferimento le linee programmatiche del Dicastero Difesa, delineate dal Ministro Trenta, che si è impegnata a garantire le legittime aspettative dei nostri uomini e delle nostre donne in uniforme e non, su temi che riguardano la loro vita quotidiana, quali per esempio, la tutela dei rapporti familiari, attraverso una razionalizzazione dei trasferimenti e degli impieghi e la risoluzione delle problematiche alloggiative.

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