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Paolo Borsellino e la scorta: il simbolo di uno Stato che combatte la mafia e non si arrende

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L’Italia piangeva ancora Giovanni Falcone, la moglie e i ragazzi della scorta quando, a distanza di 57 giorni, il 19 luglio 1992, alle ore 16:58, un’auto imbottita di esplosivo, saltava in aria in via Mariano D’Amelio 19, a Palermo. Nell’attentato vennero uccisi il giudice Paolo Borsellino, collega e amico di Giovanni, e gli agenti della Polizia di Stato Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Proprio in questi giorni sono stati desecretati alcuni audio inediti di Borsellino, grazie al grande lavoro della commissione antimafia presieduta da Nicola Morra. Un’importante operazione di trasparenza!

Da quei tragici giorni sono trascorsi 27 anni, una generazione: il dolore e la commozione sono ancora vivi. Oggi rendiamo omaggio a quegli uomini e donne coraggiosi, al più alto esempio di fedeltà alle Istituzioni! Ci hanno lasciato una grande eredità di valori e nel loro ricordo troviamo ogni giorno la forza e l’impegno di combattere la mafia. Affinché nulla sia stato vano. Questa è la nostra promessa! Un abbraccio commosso alle famiglie!

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Angelo Tofalo cittadino eletto al Parlamento con il movimento 5 stelle nella XVII e XVIII legislatura, già Sottosegretario di Stato alla Difesa

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