Basta parlare solo di Libia e Italia, prestiamo maggiore attenzione ai rapporti tra Africa e Europa.

Non possiamo limitare geograficamente il dialogo sul tema dell’immigrazione, banalizzare il fenomeno dei flussi semplificandolo ad una lotta tra favorevoli e contrari agli sbarchi è un grave errore strategico.

Abbiamo ereditato una situazione molto problematica a causa delle scelte di un governo fragile che nell’ultimo anno di attività, incalzato dall’opinione pubblica, ha deciso di mettere una momentanea pezza a colori finanziando in modo particolare alcune “tribù locali”.

Da qui a 10 anni anni l’Africa radoppierà la sua popolazione arrivando a toccare circa i 2,5 miliardi di persone, l’Europa, secondo le previsioni tenderà invece a diminuirla dagli attuali 740milioni.

I flussi migratori vanno gestiti, vanno governati e non subiti passivamente o rimandati nel tempo.

La negazione del problema negli ultimi anni ha avuto come effetto principale l’esasperazione degli animi nei cittadini italiani.

La politica ha fallito fino ad oggi nella gestione di tutte le fasi necessarie a contenere il fenomeno, dalla stipula di accordi bilaterali con i paesi del Nord Africa al dialogo con i principali interlocutori libici, dalla mancata responsabilizzazione dell’Europa alla vergognosa gestione dell’accoglienza.

Abbiamo ereditato le non scelte del passato in tanti settori strategici.

Il Governo Conte sta lavorando per affrontare il tema della sicurezza nazionale senza ipocrisie. Cambiare vuol dire anche prendersi le proprie responsabilità.

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