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Intelligence Collettiva: nuovi strumenti per gli operatori della sicurezza

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Nuovi strumenti per gli operatori della sicurezza

Nuovi strumenti per gli operatori della sicurezza

Ciao a tutti, ci eravamo lasciati dicendo che la dimensione che non è stata ancora sufficientemente sviluppata è probabilmente proprio quella della prevenzione e gestione dell’evento critico basata sulla partecipazione attiva di una massa di persone, interessata direttamente o indirettamente all’evento stesso, al contrasto di una determinata minaccia. Ed è proprio qui, dai dati che si possono raccogliere, analizzare, mettere in relazione e tramutare velocemente in informazioni utili soprattutto agli operatori della sicurezza, che nasce il concetto di “Intelligence Collettiva”.

“Social Security” è un primo passo progettuale ideato per stimolare le istituzioni pubbliche a diventare la guida ed il motore di azioni informative coordinate con operatori privati e semplici cittadini.

Questo progetto nasce dalla volontà di mettere in funzione e rendere operativo un nuovo ventaglio di possibilità tecnologiche finalizzato a rafforzare il concetto di sicurezza partecipata.

La prima risposta all’emergenza, qualunque sia la natura e l’estensione di un evento, deve essere garantita a livello locale, quindi dalla struttura comunale, istituzione più vicina al cittadino. Il primo responsabile della protezione civile in ogni Comune è il Sindaco.

Quando però l’evento non può essere fronteggiato con i mezzi a disposizione del Comune, si mobilitano i livelli superiori attraverso un’azione integrata e coordinata: la Provincia, la Prefettura, la Regione, fino al coinvolgimento dello Stato in caso di emergenza nazionale.

Questo complesso sistema di competenze trova il suo punto di raccordo nelle funzioni di indirizzo e coordinamento affidate al Presidente del Consiglio dei Ministri, che si avvale del Dipartimento della Protezione Civile.

In Italia la Protezione Civile è organizzata in “Servizio Nazionale”, un sistema complesso che comprende tutte le forze messe in campo dallo Stato.

L’art. 11 della legge n. 225 individua come strutture operative del Servizio nazionale: il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco quale componente fondamentale della Protezione Civile, le Forze Armate, le Forze di Polizia, il Corpo Forestale dello Stato, la comunità scientifica, la Croce Rossa Italiana, le strutture del Servizio Sanitario Nazionale, le Organizzazioni di volontariato, il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e SpeleologicoCnsasCai.

Compito del Servizio nazionale della Protezione Civile è agire in modo da ridurre al minimo il tempo che intercorre tra una calamità e i primi soccorsi e interventi.

A questo proposito è attiva nel Dipartimento della Protezione Civile una sala operativa di monitoraggio, denominata “Sistema” e in funzione 24 ore su 24, che ha il compito di raccogliere, verificare e diffondere le informazioni alle componenti e alle strutture operative, sia a livello centrale che locale.

Quando si verifica una calamità “Sistema” raccoglie le informazioni sulla portata dell’evento e valuta se le risorse locali sono sufficienti a farvi fronte.

L’idea è di sfruttare, quindi integrare, i sistemi informatici e gli applicativi più diffusi per offrire alla Protezione Civile nuovi strumenti utili a velocizzare il flusso di informazioni con la popolazione prima, durante e dopo un evento critico. Il tempo è certamente il parametro più importante da considerare se si mira a raggiungere importanti obiettivi quali salvare più vite umane possibili e mettere prontamente in sicurezza il luogo colpito.

Sono innumerevoli ormai le occasioni in cui l’utilizzo dei social network e di servizi di messaggistica, in aggiunta alle più convenzionali comunicazioni telefoniche, hanno consentito a persone disperse di ricevere prontamente soccorso.  In particolare Facebook e Twitter hanno già sviluppato spontaneamente alcune tipologie di alert utilizzabili durante il verificarsi di eventi critici ma la totale assenza di un protocollo condiviso con i riferimenti istituzionali, che si occupano della gestione operativa dei rischi, ha limitato molto la loro efficacia.

Analizzando anche le principali applicazioni che ad oggi offrono servizi informativi alla persona in tema di sicurezza ci rendiamo immediatamente conto che sono pochissime, progettate male e poco utilizzate.

Questo accade perché l’individuo ha difficoltà a percepire il pericolo di una minaccia se essa non è contingente, se non lo si sta vivendo in modo diretto e immediato. Proprio per questi motivi risulta anche molto complicata la pubblicizzazione del download di una applicazione di questo tipo da parte delle istituzioni.

Un recente fallimentare esempio è stato quello relativo l’applicazione Saip[2], gratuita e sviluppata dal ministero degli Interni francese, che, solennemente annunciata alla vigilia degli Europei di calcio 2016, nel momento di necessità, quando avrebbe dovuto dispensare informazioni, aggiornamenti, istruzioni e consigli, è scattata con un ritardo di 3 ore.

Alcuni operatori della sicurezza gestiscono un profilo ufficiale sui principali social network con cui comunicano in modo diretto con i cittadini, senza intermediazione giornalistica, e questo consente una maggiore tempestività e precisione dei dati forniti.

Gestire in modo efficace un profilo facebook, aggiornando tutti gli utenti sulle principali attività svolte, produce un duplice risultato: riavvicina il cittadino alle istituzioni, permettendogli di capire in maniera più profonda in che modo chi si occupa di sicurezza assolve il proprio compito, e promuove i comportamenti virtuosi che l’utente può mettere in atto per partecipare consapevolmente alla prevenzione dei principali rischi.

Gestire correttamente un profilo social, un sito web o attivare una utenza ufficiale sui principali servizi di messaggistica istantanea come Telegram o WhatsApp, è di vitale importanza se integrata con tutti gli altri strumenti già in uso. Infatti, per quanto questi applicativi siano tra i più diffusi e pervasivi, non riusciranno mai a coprire la comunicazione verso la totalità dei cittadini, cosa palesemente impossibile. Inoltre, le numerose fonti ufficiali esistenti ed operanti in ambito sicurezza, ognuna con la sua competenza specifica, costringerebbe l’utente interessato a doversi informare sul grado di pericolosità delle diverse minacce esistenti seguendo i profili di ognuna di esse.

Come esempi di gestione virtuosa della propria comunicazione attraverso i nuovi media, finalizzata alla prevenzione, emergono la Guardia Costiera e la Polizia di Stato. Un sistema di coordinamento importante, che potrebbe notevolmente migliorare dal punto di vista comunicativo, è proprio quello della Protezione Civile.

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