La mia posizione rispetto alla marijuana è molto netta e ben nota a tutti.
Sono assolutamente convinto che legalizzare questa antichissima pianta sia l’unica cosa ragionevole da fare per definirci finalmente un Paese moderno.
Far passare la legge su cui ha lavorato l’intergruppo “CANNABIS LEGALE” in questa Legislatura sarebbe un forte segnale, la rappresentazione di un Paese libero dalle costrizioni dettate dalle lobby industriali e dalle mafie, un Paese fiero che invece di nascondersi dietro ridicole ideologie, narrazioni moralistiche e macchiettistiche impacchettate da altri culturalmente lontani, agisce con un pensiero concreto.
Mi piacerebbe vivere in un Paese che vuole offrire nuove possibilità imprenditoriali agli agricoltori e moderne (quanto naturali) tecniche di terapia a tantissime tipologie di pazienti.
Stiamo parlando di libertà della persona, un argomento molto dibattuto in campo sociale, umanistico e giuridico e che, come sempre, la politica ha mortificato con fragili scelte ideologiche.
In tutta onestà non credo che tutti i bisogni debbano diventare necessariamente diritti ma sono altrettanto convinto del fatto che se la strategia del legislatore è negare l’esistenza di un fenomeno così diffuso siamo alla follia… o forse no?
Durante le discussioni che si accendono in merito alla legalizzazione, liberalizzazione, depenalizzazione della marijuana mi sono sempre collocato tra tra quelli che invece di negare l’evidenza hanno preferito immaginare un sistema alternativo di gestione del problema che possa rispettare anche la libertà di chi è contrario.
È necessario partire dalla fotografia della società in cui siamo e da come si sono mossi gli altri Paesi in Europa (e nel mondo) per capire quanto siamo già in ritardo rispetto a questo tema.
La cosa più assurda è che ogni Paese si è mosso in totale autonomia, senza alcun coordinamento tra i Governi della cosiddetta”unione”.
Questo è un stralcio della “relazione europea sulla droga” a cura dell’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze > vai alla relazione completa
Mentre le iniziative in atto nel continente americano per regolamentare la vendita della cannabis e dei prodotti a base di cannabis stanno generando interesse e dibattiti a livello internazionale, in Europa la discussione sulla cannabis rimane ampiamente concentrata sui potenziali costi sanitari associati a questa droga.
I nuovi dati sottolineano l’importanza del ruolo svolto dalla cannabis nelle statistiche sulla criminalità correlata alla droga, in cui l’80 % dei sequestri riguarda la cannabis, mentre il suo consumo o possesso per uso personale è all’origine di più del 60 % di tutte le segnalazioni di reati contro la legge sulle sostanze stupefacenti in Europa
Inoltre, essendo aumentato il coinvolgimento della criminalità organizzata, la produzione e il traffico di questa droga sono considerati un settore di importanza crescente per le attività di contrasto.
Esiste tuttavia una notevole differenza tra i paesi per quanto riguarda le prassi giudiziarie per i reati legati all’offerta di cannabis: gli esperti nazionali segnalano che un reato commesso per la prima volta e che sia legato all’offerta di un chilogrammo di cannabis può comportare pene che variano da meno di un anno fino a 10 anni di reclusione.
I nuovi dati indicano inoltre l’importanza crescente della cannabis nell’ambito dei sistemi di trattamento della tossicodipendenza, con un aumento del numero delle richieste di trattamento per problemi relativi a questa droga; aumento che deve essere compreso nel contesto dell’erogazione del servizio e della prassi di segnalazione.
Per esempio, in alcuni paesi le segnalazioni da parte del sistema giudiziario penale riguardano un’elevata percentuale dei pazienti in trattamento. I dati sono altresì influenzati dalle diverse definizioni e prassi nazionali relative a ciò che s’intende per trattamento di disturbi correlati alla cannabis, che possono variare da una breve seduta online fino all’assistenza residenziale.
Anche la disponibilità di trattamento per i consumatori di cannabis sembra essere in via di mutamento, probabilmente a fronte di una maggiore sensibilizzazione sulla necessità dei servizi e, in alcuni paesi, di una capacità di trattamento che si sta rendendo disponibile grazie a un calo della domanda di servizi per altri tipi di stupefacenti.
Per quanto riguarda i problemi legati alla cannabis, indipendentemente dal genere di trattamento gli elementi disponibili evidenziano l’utilità degli interventi psicosociali — questi approcci vengono esaminati in un’analisi che accompagna la presente relazione.
Inoltre, dagli studi condotti negli ambienti di pronto soccorso emerge che sono in aumento i casi di gravi problemi di salute associati ai prodotti a base di cannabis ad alta potenza.
Alla luce della maggiore disponibilità di tali prodotti, è chiaramente necessario migliorare il monitoraggio dei gravi problemi sanitari legati al consumo di questa droga.
Nel mercato europeo della droga si trovano due prodotti principali della cannabis: foglie di cannabis (marijuana) e resina di cannabis (hashish).
Le foglie di cannabis consumate in Europa sono coltivate internamente o importate da altri paesi. Gran parte della resina di cannabis viene importata via mare o per via aerea dal Marocco.
Nel 2009 il numero dei sequestri di foglie di cannabis in Europa ha superato quello dei sequestri di resina e il divario fra i due dati ha continuato ad aumentare (figura 1.3).
Ciò è probabilmente dovuto, in larga misura, alla crescente disponibilità di foglie di cannabis prodotte internamente in molti paesi europei ed è confermato dall’aumento dei sequestri di piante di cannabis.
Nondimeno, la quantità di resina di cannabis sequestrata nell’Unione europea è assai più alta della quantità di foglie di cannabis (460 tonnellate contro 130 tonnellate).
Questo dato si spiega in parte con il fatto che la resina di cannabis viene trasportata in grandi quantità su lunghe distanze e attraverso i confini nazionali, il che la espone maggiormente a misure di interdizione. Il recente emergere di cannabinoidi sintetici ha aggiunto una nuova dimensione al mercato della cannabis.
Negli ultimi anni sono stati individuati più di 130 cannabinoidi sintetici diversi. La maggior parte di queste sostanze sembra essere prodotta in Cina.
Una volta spedite in Europa sotto forma di polvere, le sostanze chimiche vengono solitamente aggiunte a materiale vegetale e imballate per essere vendute come “droghe legali”.
L’America della tolleranza zero, quella che indicava la marijuana come il male assoluto, oggi decide che si può coltivare, fumare, commercializzare… e magari con i soldi dei guadagni abbassare anche le tasse ai cittadini.
Paesi storici come l’Olanda e la Svizzera ed oggi la Spagna dimostrano che le preoccupazioni di un aumento smisurato di consumatori sono totalmente infondate.
Ci si sveglia da un sogno dimenticando che un giorno qualcuno si è arrogato il diritto di trasformare i coltivatori in criminali e gli utilizzatori in drogati, distruggendo culture, società e tradizioni in nome dell’ignoranza e del controllo.
Forse oggi beviamo alchool, sostanza scientificamente ritenuta molto più dannosa del THC, e non fumiamo marjiuana proprio perchè il mercato di una pianta è stato ritenuto meno controllabile rispetto alla distillazione di un liquore… pensateci…
Il Movimento 5 stelle, già prima della composizione dell’intergruppo, aveva presentato (a prima firma Vittorio Ferraresi) una proposta di legge valida > vai alla legge
Per ora mi fermo ma vi aggiornerò presto su questo tema e su come, dai Comuni fino al Parlamento europeo, il Movimento 5 Stelle sta cercando di ammodernare le istituzioni per affrontare il futuro senza subire passivamente le mistificazioni di chi ci vorrebbe solo schiavi.
Questa foto è stata scattata in una coltivazione sperimentale che ho visitato la settimana scorsa insieme a Michele Cammarano:











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