Ieri mattina ho visitato l’aeroporto militare di Pomezia Mario de Bernardi, anche noto come “Aeroporto Pratica di Mare”, nell’area metropolitana di Roma. Istituito nel 1937 nella tenuta di Campo Ascolano e qualificato come campo di allenamento aereo oggi, con un’ampiezza di 830 ettari, è uno fra i più vasti aeroporti militari d’Europa ed ospita al suo interno diverse installazioni ed enti delle Forze Armate e di Polizia italiane.
Al mio arrivo mi hanno accolto il Comandante Logistico Generale di Squadra Aerea Giovanni Fantuzzi, il Comandante Generale di Brigata Aerea Mauro Lunardi, i Capi Reparto ed il personale del Comando Centro Sperimentale Volo (C.S.V.).

In questa occasione ho avuto modo di approfondire le attività svolte dalle tre articolazioni del Centro Sperimentale di Volo che sono: Reparto Sperimentale di Volo, al comando del Colonnello Luciano Ippoliti; Reparto Tecnologie Materiali Aeronautici e Spaziali, guidato dal Colonnello Manuele Bernabei; Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale, diretto dal Colonnello Marco Lucertini.

Il Colonnello Ippoliti, da più di un anno alla guida del Reparto, come già iniziato dai suoi predecessori, sta continuando a promuovere all’esterno del perimetro informativo militare le delicate attività che il 311° Gruppo Volo, il Gruppo Tecnico, il Gruppo Gestione Software, il Gruppo Ingegneria per l’Aero-Spazio (GIAS) ed il Gruppo Armamento e Contromisure svolgono per L’Aeronautica Militare e per tutta la Difesa.

Il Reparto Sperimentale di Volo ha il compito di supportare direttamente i Reparti Operativi dell’Aeronautica Militare attraverso la sperimentazione, l’integrazione e la validazione dei nuovi sistemi d’arma o di quelli sottoposti a modifica principalmente attraverso lo strumento della certificazione tecnica operativa che consente la rapida e autonoma implementazione di soluzioni tecnologiche in grado di soddisfare le nuove esigenze nei teatri ostili.

Di qui sono passati per adeguare aggiornamenti e configurazioni velivoli come Tornado, EF2000, AM-X e KC-767 oltre alle attività di Operational Test and Evaluation sui sistemi d’arma EF2000, T-346, C-130J e HH-101 e le valutazioni dei velivoli a pilotaggio remoto. Sono stupefacenti le capacità del Reparto soprattutto nello sviluppo dei software avionici che permettono, ogniqualvolta richiesto, l’integrazione tra requisiti operativi urgenti e nuove capacità per l’impiego degli aeromobili in operazioni.

Il Reparto, inoltre, costituisce un punto di riferimento all’interno della Forza Armata nel campo della modelling e simulation, con un ruolo di primaria importanza nel piano di difesa da attacchi di missili balistici e negli studi a supporto delle nuove frontiere nell’ambito satellitare. Opera invece a beneficio di altre Forze Armate, Corpi Armati dello Stato ed organismi del Segretariato Generale della Difesa/Direzione Nazionale degli Armamenti e mantiene rapporti costanti con l’industria aeronautica e con il mondo dell’Università.

Una famiglia che ha in forza piloti collaudatori, ingegneri, tecnici e meccanici sperimentatori, la cui formazione avviene anche negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Francia presso le uniche “Test Pilot School” riconosciute.

Pensate che gli astronauti italiani Maurizio Cheli, Roberto Vittori e Luca Parmitano , prima di essere selezionati dall’Agenzia Spaziale Europea, erano piloti collaudatori presso il Reparto Sperimentale di Volo.
Ieri mattina nell’ambito di una esercitazione già programmata mi è stata data la possibilità di diventare pilota per un giorno e grazie ad un’action-cam ho potuto portarvi con me per condividere le emozioni di questa incredibile esperienza.

Ho avuto l’opportunità di capire fino in fondo cosa prova un pilota dell’Aeronautica quando vola su un T-346A, il più moderno velivolo da addestramento sul quale vengono formati e qualificati piloti italiani, statunitensi, spagnoli, francesi, australiani, olandesi, polacchi, argentini, greci, singaporiani e kuwaitiani.

Il T-346 è prodotto da Leonardo e possiede una sofisticata e versatile tecnologia per consentire agli allievi di affrontare scenari complessi interagendo con una rete integrata di simulatori di sensori e di armamenti consentendo di realizzare le fasi di addestramento avanzato dei piloti militari in maniera estremamente efficace e a costi ridotti.
Sarà questo il motivo per cui abbiamo venduto e continuiamo a vendere questo aereo in tanti paesi che vogliono attingere al nostro know how tecnologico per preparare i propri piloti ad operare su velivoli di 4^ e 5^ generazione come Eurofighter e F-35.

Nelle prossime settimane approfondiremo insieme il lavoro di tutte le professionalità che consentono oggi all’Aeronautica di essere un nucleo trainante di tutto il Sistema Paese.

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