Da vent’anni, da quel tragico 11 settembre del 2001, l’Italia è in prima fila nel contrasto al jihadismo armato prima di Al-Qaeda e poi dell’Isis e di tutte le sue ramificazioni internazionali, dall’Afghanistan all’Iraq, dalla Somalia al Sahel.
Una sfida contro movimenti armati violenti e sanguinari che seminano caos, paura e povertà mascherando la loro sete di potere dietro la retorica religiosa.
Nessuna crociata, nessuna guerra di religione, bensì un doveroso impegno internazionale per portare stabilità e prosperità in aree del mondo ostaggio di questi gruppi.
Le minacce di Daesh contro l’Italia e contro il nostro ministro degli Esteri Luigi Di Maio non ci spaventano e anzi sono la dimostrazione che la lotta al terrorismo rimane una sfida da portare avanti con la massima determinazione.
A Luigi Di Maio, minacciato per aver ribadito la centralità del nostro Paese in questa sfida globale, va tutta la mia solidarietà e quella della comunità del MoVimento 5 Stelle.






