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Una riflessione sulla permanenza del M5S nel governo Draghi

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Tofalo: Una riflessione sulla permanenza del M5S nel governo Draghi

Il MoVimento 5 Stelle ha dimostrato di essere una forza politica responsabile, preferendo il bene dell’Italia e degli italiani al consenso elettorale.

Lo ha dimostrato quando ha detto sì al governo Draghi, poco dopo che qualcuno, mosso da un ego smisurato, ha fatto cadere un governo a trazione M5S che fino a quel momento si era dimostrato vicino al Paese reale e alle esigenze dei cittadini in difficoltà, nonostante stesse affrontando una crisi pandemica che in termini di danni è stata seconda solo alle grandi guerre (forse).

Una decisione che ha richiesto tanto coraggio, sia da parte di chi all’interno del nostro MoVimento ha votato la fiducia, sia da parte di chi non l’ha votata rischiando così di separarsi da quelli che sono stati per diversi anni i propri compagni di viaggio.

Decisioni prese in base a ragionamenti diversi ed entrambi legittimi che hanno però creato una crepa profonda anche all’interno della nostra grande comunità che comunque alla fine si è espressa soltanto dopo un voto molto partecipato in rete.

Prima il Paese, l’Italia e gli Italiani dunque, poi il MoVimento.

Oggi però siamo sempre più lontani da quel momento delicato, abbiamo messo e stiamo continuando a mettere in sicurezza l’Italia, sia da un punto di vista sanitario che economico, adesso c’è da progettare il futuro e per farlo c’è bisogno di una visione chiara che questo governo non sempre sta dimostrando di avere.

In 24 ore hanno annacquato il decreto dignità voluto nel 2018 dal Movimento Cinque Stelle per contrastare la precarietà sul lavoro, così come hanno smantellato la riforma sulla giustizia. Su quest’ultima cosa pur non condividendo spesso una linea eccessivamente “giustizialista”, da parte di alcuni miei colleghi, a danno forse dell’osservanza rigida delle garanzie processuali mi chiedo comunque come sia stato possibile arrivare a tutto ciò.

Il nostro ingresso all’interno di questo esecutivo doveva servire per mettere in sicurezza il Paese ma anche e soprattutto per preservare gli importanti provvedimenti normativi attuati nei due governi precedenti. Ad oggi alcuni dei più importanti atti sono stati letteralmente sfasciati.

Ritengo, alla luce di ciò, che vada dato atto a chi sosteneva allora e sostiene tutt’oggi che molto probabilmente non avremmo toccato palla, e che continueremo a toccarla sempre meno.

Non serve rimanere sulle proprie posizioni se queste vengono smentite dai fatti e dopo aver sostenuto il Paese con il presupposto di affrontare una fase delicata uniti, credo che essendo il peggio ormai passato, sia arrivato per il MoVimento anche il momento di una seria riflessione interna sulla permanenza in questo governo dando come sempre voce ai nostri iscritti.

P.S. Resta il reddito di cittadinanza da sfasciare con la scusa di qualche ritocco necessario nel prossimo CdM…

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