Legge elettorale: le cinque chiare proposte del MoVimento Cinque Stelle.
A seguito di uno scambio di lettere nella settimana appena trascorsa, ci siamo di nuovo seduti al tavolo con la segreteria del Partito Democratico.
Gli incontri possiamo rivederli in integrale qui: I incontro (25/Giu/2014) ,II incontro (17/Lug/2014)
Risultato?
Dopo aver sviscerato i cinque punti della nostra proposta e tutti i dieci punti in risposta alle domande del Partito democratico, Matteo Renzi ci ha liquidati con un “Vi faremo sapere” e la nostra convinzione che il patto del Nazareno sia inviolabile, cresce.
Di seguito i cinque punti chiave per una nuova legge elettorale.

Ecco i cinque punti – cinque come le stelle nel nostro simbolo – che hanno lo scopo di aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita democratica del Paese: voto di preferenza, doppio turno di lista, no alle candidature plurime, Parlamento pulito e zero sbarramenti.
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VOTO DI PREFERENZA (Punto VDay2007)

Un salto nel passato: durante il VDay del 2007 furono raccolte 350.000 firme in una sola giornata affinché la legge elettorale non avesse listini bloccati volti ad eleggere i soli parlamentari nominati dalle segreterie di partito.
Il cittadino ha il diritto di scegliere e scrivere il nome del parlamentare che preferisce.
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DOPPIO TURNO DI LISTA

Un modello che assicuri la certezza di un vincitore come quello disegnato nell’Italicum non esiste in nessun sistema democratico al mondo.
In ogni caso, per produrre un testo migliore siamo disponibili a prevedere un ballottaggio che dia ad una forza politica, e non alla sua coalizione, la maggioranza dei seggi.
Questo per evitare che la conquista del primo posto si trasformi in una corsa alla coalizione più numerosa.
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NO ALLE CANDIDATURE PLURIME

Non è lecito e logico, con l’attuale sistema elettorale e nel disegno di legge dell’Italicum, che un candidato possa essere iscritto a liste di diverse circoscrizioni.
Basta ai politici a tutti i costi.
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PARLAMENTO PULITO (Punto VDay2007)

Ritorna un riferimento al passato, con la proposta che all’epoca definimmo “Parlamento pulito”: non vogliamo più avere esponenti condannati candidati al Parlamento.
La Legge Severino produce una “diga difettosa” in quanto il condannato può essere eletto, dunque sottoposto al voto del comitato per le incompatibilità, le ineleggibilità e le decadenze della Camera e del Senato.
Tale comitato ha registrato unicamente ritardi e rinvii, naturalmente tra amici ci si difende.
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Zero Sbarramenti.

La legge elettorale che proponiamo con il doppio turno non prevede soglie di sbarramento.
Questa scelta viene adottata per colmare un’eventuale scarsa rappresentatività del Parlamento che il doppio turno potrebbe causare, dato che verrebbe assegnato il 52% dei seggi al vincitore.
Tutti i cittadini hanno il diritto di essere rappresentati.
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