Dal primo giorno di insediamento nelle istutuzioni dei Deputati pentastellati il mantra è stato:”eliminare i privilegi e tagliare le spese inutili dello Stato”
Non l’abbiamo fatto con promesse in tv o annunci sui giornali ma denunciando le zone grige del palazzo e presentando emendamenti da trasformare subito in legge.
I nostri portavoce hanno incalzato la presidenza quotidianamente richiedendo prima tutte le carte utili a valutare la situazione reale dei contratti stipulati dalla Camera dei Deputati e poi indicando nello specifico dove e come tagliare.
Non è stato semplice considerato il fatto che non abbiamo figure istituzionali indispensabili per un fluido accesso agli atti come i Questori.
Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e Claudia Mannino hanno dovuto alzare la voce più volte per vedersi garantita una trasparenza a cui gli altri partiti non sono mai stati abituati.
Abbiamo semplicemente messo su carta e presentato formalmente tutte le istanze che nove milioni di cittadini hanno palesato votando il programma del Movimento 5 Stelle.
Per spiegare il modus operandi di questa classe politica basta ripercorrere la storia dei palazzi Marini.
Tanti tanti fa fu Violante del PD, oggi uno dei famosi saggi, a firmarne i sontuosi contratti, senza bando di gara ovviamente.
A beneficiarne è il più o meno noto palazzinaro, lobbista Mario Scarpellini, uno che in tv ha dichiarato di aver finanziato tutti i partiti.
Questo signore dal 1998 circa ha un contratto firmato con la Camera dei deputati per una montagna di uffici e servizi che gli hanno fruttato negli anni milioni e milioni di euro.
Si da il caso che il Movimento 5 Stelle sia arrivato a rompere le uova nel paniere.
Grazie ad un emendamento inserito nella manovrina (firmato dai nostri componenti in ufficio di presidenza e Sibilia, Sorial e Castelli) siamo riusciti a togliere qualsiasi alibi al Presidente e Questori per il recesso o la rinegoziazione da questi contratti multimilionari.
Tutto questo avrebbe potuto portate ad un risparmio di circa 94 milioni di euro per i cittadini italiani.
Si da il caso che questa vittoria del M5S pochi giorni dopo la sua entrata in vigore, sia stata neutralizzata da un emendamento inserito del decreto cosiddetto Salva Roma.
Responsabilità condivise, il PD di Renzi, il PDL e Sciolta Civica.
Per questo, proprio in queste ore, abbiamo lottato per far modificare la porcata “ad personam”.
Sembrava tutto risolto quando all’improvviso: colpo di scena!
Ci avvertono dal Senato che nella Legge di Stabilità appena ricevuta sia stata inserita una modifica che permetterebbe alle aziende titolari di un fondo d’investimento immobiliare di non rientrare in tale norma.
E sapete quale azienda ha questo tipo di fondo d’investimento?
Ma proprio la Milano 90 srl del nostro amico Mario Scarpellini.
Pare che, questa modifica alla legge di stabilità, sia stata introdotta proprio dalla Ragioneria dello Stato quasi come un ricatto.
Praticamente per far inserire un emendamento del gruppo NCD (Nuovo Centro Destra guidato dall’astro nascente della politica italiana Fabrizio Cicchitto) proprio la Ragioneria avrebbero imposto tale modifica salvacondotto.
Quindi i partiti presentano la modifica e con l’alibi della Ragioneria dello Stato la inseriscono quatti quatti, zitti zitti.
Ma allora quanto è potente il nostro amico?
Chi e cosa stanno salvaguardando i partiti tanto da sottostare ad un simile ricatto?
Cosa sa Scarpellini per avere la capacità di tenerli in pugno tutti?
E chi è questo funzionario della Ragioneria dello Stato che avrebbe operato imponendo tale scelta?
Pare che sotto Natale il regalo più bello lo riceverà proprio Scarpellini pagato da tutti i contribuenti italiani.
Noi noi continueremo a lottare per cacciare via i lobbisti dal Parlamento, anche durante le feste.







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