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Vi racconto l’importanza della Difesa nel rapporto tra Italia e Stati Uniti

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Intervista al sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo alla vigilia della visita a Roma di Mike Pompeo. Il rapporto tra Italia e Stati Uniti è “forte”, anche per una Nato più attenta alle minacce del futuro, tra cyber e spazio. E sul 5G “la sicurezza nazionale resta il prerequisito per approcciarsi consapevolmente a ogni decisione in ambito economico e tecnologico”

Un legame “storico, forte e consolidato” che presenta oggi nuove opportunità di cooperazione e di sviluppo per le aziende della Penisola, in particolare su “progetti ad alto valore tecnologico” come quelli spaziali. È il rapporto tra Italia e Stati Uniti descritto da Angelo Tofalo, sottosegretario di Stato alla Difesa che Formiche.net ha raggiunto alla vigilia della visita a Roma del segretario di Stato americano Mike Pompeo (pronto a chiedere all’Italia una presa di posizione sul 5G). Visita che ieri è stata anticipata dall’editoriale dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Lewis Eisenberg sulle pagine del Messaggero, incentrato sui rapporti nel campo della Difesa, dalla Nato agli F-35, dalla missioni all’estero alle collaborazioni industriali.

Sottosegretario, ieri l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia ha ribadito i forti legami tra i due Paesi, con focus sul settore della Difesa. Quanto dei rapporti bilaterali passa da tale ambito?

I rapporti bilaterali sono essenziali per rafforzare le relazioni e la cooperazione tra due Paesi. In particolare, il legame tra Italia e Stati Uniti è storico, forte e consolidato. Gli impegni e gli sforzi nel settore della Difesa sono strategici per consentire di offrire immediate opportunità di sviluppo anche ad aziende che si occupano di ricerca applicata nel settore civile. L’industria ha bisogno di una spinta che solo progetti ad alto valore tecnologico possono dare. Un esempio è il rafforzamento della partnership in ambito spaziale.

L’ambasciatore Eisenberg ha anche ribadito la necessità di rafforzare la Nato in ogni dominio di fronte a sfide tradizionali e nuove. È d’accordo?

La visione internazionale dell’Italia si basa su due pilastri: l’Alleanza Atlantica e l’Unione europea. In tali contesto è fondamentale rafforzare la collaborazione sullo sviluppo di tecnologie che operano in ogni dominio, con particolare attenzione a quello cibernetico e spaziale. Sono queste le dimensioni in cui si svolgeranno le sfide del futuro. Una Nato più forte si può avere costruendo regole condivise su terreni che ad oggi non sono completamente perimetrati dal punto di vista giuridico.

Ha parlato di “rafforzamento della partnership in ambito spaziale”. È di venerdì scorso l’intesa per far salire l’Italia sul programma lunare americano. Negli Usa c’è anche il primo riferimento di Comando spaziale in campo militare. Un esempio che l’Italia vuole seguire?

In materia di Spazio l’Italia rappresenta un’eccellenza mondiale assoluta. Abbiamo già avviato una progettualità per la creazione di un Comando per le operazioni spaziali che prende vita dall’Ufficio generale Spazio alle dipendenze dello Stato maggiore della Difesa. Lo Spazio ci mette di fronte a tante opportunità; la sfida rimane ragionare con un approccio interdisciplinare in un’ottica di sistema-Paese. L’Italia è il primo Paese europeo a firmare con gli Stati Uniti un accordo bilaterale per l’esplorazione della Luna. Stiamo scrivendo una nuova pagina di storia e l’Italia sarà protagonista in questa straordinaria avventura.

Tra l’altro, domani arriva a Roma il segretario di Stato Mike Pompeo. Chiederà probabilmente chiarezza sul 5G (Eisenberg ha messo in guardia da “fornitori inaffidabili”). Come si presenta l’Italia?

L’Italia sta valutando attentamente la questione legata al 5G. Si tratta di un tema che non può essere sottovalutato. Sono certo che la visita del segretario di Stato statunitense sarà un’importante occasione di confronto. Punto fermo resta che la sicurezza nazionale è il prerequisito per approcciarsi consapevolmente a ogni decisione in ambito economico e tecnologico.

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