In questi giorni abbiamo assistito ad una serie di limitazioni della democrazia senza precedenti, dopo il Presidente della Repubblica anche la Presidente Boldrini ha deciso di uscire dal suo ruolo istituzionale per vestire i panni della partigiana politica.
La conseguenza è stata devastante, le opposizioni hanno palesato con forza la volontà di non piegarsi a chi ritiene che regolamenti, leggi e prassi siano marginali nel confronto tra le forze politiche.
I risultati di questo illegittimo atto d’imperio della maggioranza li abbiamo visti tutti sulle reti nazionali e purtroppo sono stati ripresi da gran parte della stampa estera.
Il PD, pregno della solita ipocrisia, ha cercato di mettere sullo stesso piano le uscite verbali di alcuni portavoce del nostro movimento con atti di estrema violenza fisica perpetrati dal questore Dambruoso nei confronti della nostra Loredana Lupo.
Una difesa d’ufficio che è tornata indietro come un boomerang, aggravata dalla faziosità di gran parte dei giornalisti televisivi che hanno avallato la tesi del “ve lo siete cercati” per dimostrare agli amici politici la propria fedeltà.
Fortunatamente le persone hanno capito, hanno fatto loro una battaglia democratica che non è del movimento 5 stelle ma di tutti i cittadini italiani che hanno a cuore la democrazia ed il senso della verità.
Si è approfittato di questa ghiotta occasione per rilanciare anche la teoria degli investimenti stranieri sfumati a causa di una palesata incertezza istituzionale: “Dopo aver visto quelle scene chi investirà più in Italia?”
E giù contro i grillini sia gli intellettuali di sinistra col portafogli a destra e la puzza sotto il naso sia i berlusconiani che dalla finta opposizione impongono le regole al governo dell’inciucio su legge elettorale ed indulto mascherato: “Sono violenti, eversivi, sessisti, potenziali stupratori, non rispettano le regole! Adesso fanno anche scappare gli investitori!”.
Tutti improvvisamente dimenticano i numeri del nostro paese e scaricano sugli ultimi arrivati le responsabilità di un gruppo di potere corrotto fino al midollo, tutti dimenticano le ragioni per cui 9 milioni di italiani hanno votato con forza il cambiamento vantando una verginità stomachevolmente autoreferenziale.
Allora ve li ricordo io i numeri cari amici, non quelli lanciati a caso da un grillino eversivo ma provenienti direttamente dall’Europa che tanto piace a Letta:
Costo della corruzione 60 miliardi di euro, il 4% del PIL, la metà della corruzione europea.
24° posto su 28 nella classifica europea della capacità di controllo della corruzione;
25° posto su 28 nella classifica europea della percezione della corruzione;
20° posto su 28 nella classifica europea degli indici di competitività;
Spagna, l’Ungheria, la Repubblica Ceca e persino la Slovacchia arriva prima di noi in queste classifiche.
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La cosa che più mi ha colpito è che nonostante i goffi tentativi dei media italiani di coprire questi scempi con il “siamo fatti così, volemose bene”, guadagnando per questo gli ultimi posti in tema di libertà di informazione, i sondaggi dimostrano che gli italiani hanno ben chiaro quanto i favoritismi, la corruzione, le raccomandazioni incidano nella concorrenza commerciale.
La ciliegina finale è rappresentata da una già lenta giustizia ed il continuo boicottaggio messo in atto ai suoi danni dalla politica partitocratica negli utlimi anni.
La domanda che mi pongo a questo punto è: Quanto dovremo aspettare per avvicinarci ad essere una democrazia moderna?








