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La Pedemontana biellese: ancora grandi opere inutili subite dai cittadini

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Pedemontana interrogazione parlamentare opere inutili

Le grandi opere inutili in Italia sono sempre di moda, forse perché necessarie (per altri), ma, oltre a dimostrare una incapacità organizzativa di fondo dei nostri enti, queste non risolvono problemi o facilitano la nostra vita quotidiana.
La pedemontana Biellese è una di queste: quarantaquattro km autostradali di cemento che invade il territorio “pedebiellese”, con 334ha sottratti per sempre alle aziende agricole.

L’attuale popolazione dell’area denominata baraggione (facente parte di un parco per la tutela ambientale) sarà privata della sua naturale quiete, disturbata dall’inquinamento acustico e dall’impatto ambientale dei ponti e della autostrada in progetto.
La colata di cemento programmata continua il suo disastro eliminando un tratto di SR 142, superstrada già esistente e fruibile in maniera gratuita sostituendola con una pagamento.

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>>> versione definitiva interrogazione Camera dei Deputati

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Di seguito “l’interrogazione a risposta scritta” redatta: 

Al Ministro Infrastrutture e trasporti
On.
Maurizio Lupi

Al Ministro Ambiente, tutela del territorio e del mare
On.
Andrea Orlando

 

 

Per sapere – Premesso che:

  • E’ in fase di studio da parte della Regione Piemonte un nuovo collegamento autostradale A4 (Santhià) – Biella – A26 (Ghemme), costruzione finanziata in parte con fondi pubblici e in parte privati con modalità project-financing;
  • Il percorso autostradale attraversa in parte e/o delimita l’area denominata Baraggione (popolarmente conosciuta come Baraggia), un ambiente unico a livello europeo tutelato con l’istituzione di un SIC e di un parco il cui danno alla biodiversità previsto sarà compensato solo in parte dalle mitigazioni proposte;
  • La costruzione di un nuovo tratto autostradale comporta la trasformazione di territorio attualmente destinato a uso agricolo (334 ha), con un impatto significativo sul settore e sulla tutela dei suoli, come riportato dal progetto stesso;
  • La realizzazione dell’opera comporterà severi disagi per la popolazione residente (rumori, polveri, traffico camion, ecc) sia in fase di costruzione che in fase funzionale;
  • Il ricorso al project-financing per il reperimento di parte dei fondi necessari alla costruzione dell’opera  comporta  la previsione di una percorrenza a pedaggio su strade attualmente a libera percorrenza (superstrada);
  • Si tenga presente che lo studio sui dati di traffico relativi al Biellese è datato 2002 e già in quella fase la  valutazione conclusiva era poco favorevole all’opera. Il progetto, aggiornato al Dicembre 2010, riporta dei dati di traffico relativi al 2007 valutando un incremento costante del traffico fino al 2030; ma i dati statistici delle autostrade limitrofe, tramite l’AISCAT (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori), danno invece un progressiva riduzione del traffico che nel 2012 è stata valutata in un  7.2% arrivando a un progressivo 10,2% nel l’aprile 2013. La SATAP invece al 31/12/2012 sul tratto Torino-Milano ha rilevato una riduzione del 5,93% e del 8,47% sul tratto Torino-Piacenza e anche qui le stime si aggirano intorno al 10% per il primo trimestre 2013;
  • La zona di Carisio ed il relativo casello autostradale sulla A4 sta diventando un importante centro per la logistica; tale nodo non sarà direttamente raggiungibile da Biella con la nuova autostrada;
  • E’ previsto che la nuova autostrada incorpori un tratto della superstrada SR 142, attualmente percorribile senza pedaggio; il nuovo tratto a pagamento comporterà un aggravio diretto e ingiustificato ai tanti pendolari biellesi incrementando la congestione del traffico locale nel tratto Masserano – Cossato – Vigliano;
  • Stanno progressivamente aumentando le problematiche di manutenzione dei tratti stradali esistenti e le società autostradali richiedono continue concessioni per l’aumento dei pedaggi per contrastare il progressivo calo dei passaggi

 

 

Se non si ritiene opportuno rivedere e aggiornare lo studio del traffico reale e previsto nella zona per dare motivazione sul perché, nonostante i dati di traffico fossero insufficienti sin dall’inizio, si è proseguito nell’opera suddetta;

 

Se non si ritiene opportuno rivedere il finanziamento in questione per bloccare la costruzione della Pedemontana biellese, o eventualmente trasferire i finanziamenti su opere infrastrutturali alternative o potenziare quelle già esistenti.

 

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