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Con la seguente interrogazione cercherò di accendere un faro sul caos creato in ambito universitario dai soliti decreti ad hoc sull’ultimo riordino sulle discipline specialistiche mediche. Si attua, con questo decreto, una suddivisione in due categorie distinte tra futuri specializzandi medici e non-medici non introducendo le ultime basilari direttive europee in materia.

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>>> Qui il link all’interrogazione <<<

 

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Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Al Ministro della Salute

Per sapere – Premesso che:

  • Il Decreto Ministeriale firmato in data 5/2/2015 dal Ministro della Sanità e dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in materia di riorganizzazione delle classi e tipologie di corsi di Specializzazione di area sanitaria;
  • il Decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162 – recante disposizioni in materia di «Riordinamento delle scuole dirette a fini speciali, delle scuole di specializzazione e dei corsi di perfezionamento» – disciplina l’accesso dei laureati non medici;
  • il Decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 1° Agosto 2005, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 285 del 5 novembre 2005, che regolamenta lo status contrattuale ed economico dei laureati specializzandi non medici che afferiscono alle scuole di specializzazione di area sanitaria;
  • la legge 401/2000 – Norme sull’organizzazione e sul personale del settore sanitario – che prevede l’equiparazione dei laureati “non medici” a quelli “medici” per quanto riguarda le modalità per stabilire il numero di laureati iscrivibili alle scuole di specializzazione;
  • l’obbligo del possesso del diploma di specializzazione per partecipare ai concorsi per il personale dirigenziale del S.S.N. (D.P.R. 10 dicembre 1997, n. 483 e l. 401/2000)
  • la disparità di regolamentazione per gli specializzandi medici – decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, definito in recepimento di specifiche direttive comunitarie inerenti esclusivamente la formazione dei medici – e non medici – DPR 10 marzo 1982, n. 162 e DM 1° Agosto 2005, 285 –.
  • Dal Consiglio di Stato, sez. VI, luglio 2002, n. 3934 si evince che: << alla luce della direttiva C.E.E. n.82/76 del 26 gennaio 1982, come attuata nell’ordinamento giuridico italiano dal D.L.vo n.257/1991, la frequenza delle Scuole di specializzazione, per l’impegno a tempo pieno che comporta e le incompatibilità con ogni altra attività lavorativa, è attività necessariamente retributiva e che, conseguentemente, non possono essere ammessi a frequentare le scuole di specializzazioni laureati che non godono di borse di studio, secondo la previsione del D.L.vo n.257/1991 (così C.S.I., 18 ottobre 1986, n.331), e adesso di contratto annuale di formazione – lavoro (cfr., artt. 37 e 38 del D.L.vo n.368/1999) >>.

 

Se è possibile ridurre di 30 gg., da ultimo decreto previsti 60 gg., il riordino delle scuole di specializzazione.

Se gli specializzandi sono tutelati con adeguata remunerazione, vista l’incompatibilità con ogni altra attività lavorativa.


Le motivazioni del mancato riordino delle Scuole di Specializzazione Mediche di Area Sanitaria con accesso MISTO per i laureati NON MEDICI, eccetto che per Farmacia Ospedaliera, Fisica Medica e Odontoiatria, decidendo di non integrarle nell’attuale decreto 2015, ma di regolamentarle con un secondo Decreto Ministeriale. In questo modo si creano, ad avviso dell’interrogante, forti discriminazioni e divergenze tra gli specializzandi “non medici” – Biologi, Fisici, Chimici, Farmacisti, Odontoiatri – e soprattutto tra gli specializzandi medici e “non medici” che frequentano le medesime Scuole di Specializzazione.

Le ragioni che hanno spinto i due tavoli tecnici tenutisi al C.U.N. “Proposta di Linee Guida di Riassetto delle Scuole di Specializzazione di Area Sanitaria” il 15 Ottobre e il 7 Novembre 2014, in completa assenza di rappresentanze di non-medici, a prendere decisioni diverse e contrastanti rispetto al Decreto Ministeriale del 1° agosto 2005.

Le ragioni dell’assenza di tale decisione nella SCHEDA 6 della “Proposta di Linee Guida di Riassetto delle Scuole di Specializzazione di Area Sanitaria”

Quali rappresentanze “non mediche” hanno supportato ed appoggiato il piano di spostamento dei suddetti specializzandi nel percorso parallelo dal momento che le rappresentanze vengono costantemente ascoltate nelle sedi del C.U.N. (Consiglio Universitario Nazionale) nonché al Ministero dell’Istruzione;

Se Il C.I.S.A.S. poiché è unica associazione di categoria di tali specializzandi, verrà ammessa come rappresentanza al fine di poter partecipare: ai tavoli tecnici ministeriali e del C.U.N; per la stesura del decreto che riguarda le scuole di specializzazione per non-medici.

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1 commento

  1. Mancato riordino specializzandi non medici: una discriminazione ministeriale! | Ultime Notizie sul Movimento 5 Stelle M5S

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