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Prima riunione del Consiglio Nazionale Anticontraffazione (CNAC)

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Prima riunione del Consiglio Nazionale Anticontraffazione (CNAC)

Ieri ho partecipato alla prima riunione del Consiglio Nazionale Anticontraffazione (CNAC) di cui sono stato nominato componente effettivo in rappresentanza del Ministero della Difesa, una carica della durata di due anni.

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di tutti i ministeri e delle istituzioni coinvolte.

Il CNAC, istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, è infatti l’organismo interministeriale con funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento strategico delle iniziative intraprese da ogni amministrazione in materia di lotta alla contraffazione, per migliorare l’azione di contrasto a livello nazionale.

Tra i principali argomenti in agenda, ieri sono stati presentati gli obiettivi e gli indirizzi strategici per il biennio 2018-2020 ed è stato illustrato il programma di presentazione del “Protocollo di Intesa per la realizzazione di iniziative di formazione contro la contraffazione e l’Italian Sounding rivolte ai giovani”, protocollo che presto sarà firmato anche dal dicastero della Difesa.

Voglio condividere alcuni numeri emersi nel corso della riunione che danno l’idea di quanto sia importante contrastare questo fenomeno dannoso per la nostra economia.

Il “Made in Italy” è uno dei settori più colpiti dalla contraffazione a livello internazionale che ha un impatto significativo: il 15% del valore globale dei sequestri di prodotti contraffatti è relativo ai marchi italiani.

L’Italia è il primo Paese europeo più colpito dalla contraffazione, secondo solo agli USA. Principalmente dalla Cina e Hong Kong provengono i prodotti contraffatti e piratati importati in Italia.

Il Volume delle mancate vendite per le imprese italiane all’ingrosso e al dettaglio a causa dell’importazione di prodotti contraffatti in Italia è pari a 6,9 miliardi di euro.

Per questo è necessaria una risposta alla contraffazione che sia congiunta, globale, coesa e rapida.

Tra le sfide da affrontare quella del contrasto alla contraffazione online magari con l’adozione di tecnologie come quella blockchain che può dare un valido contributo in termini di sicurezza del dominio cibernetico.

È inoltre sicuramente necessario coinvolgere importanti player come Alibaba, Google, Ebay, Amazon.

Si continuerà quindi a lavorare al rafforzamento dei presidi territoriali, alla tutela dei marchi e delle indicazioni geografiche sui mercati esteri e, non meno importate, si avvierà una massiccia campagna di sensibilizzazione sulla tematica.

Naturalmente si interverrà, non appena pronti, anche andando a migliore il quadro normativo attuale.

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