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Scioglimento del consiglio provinciale di Salerno. Interrogazione dei Deputati a 5 stelle Campania

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Interrogazione M5S, scioglimento Consiglio Provinciale Salerno

Le  Province di Napoli e Salerno “poltronifici attivi”

Correva l’anno 1970. Era già passata un’enormità. Le regioni furono concepite dai padri costituenti nel 1947. A 33 anni dalla loro concezione le regioni furono finalmente costituite in quanto Enti. Da quel momento, nell’intenzione del legislatore, le Province divennero un Ente inutile destinato ad essere superato in rappresentatività e funzioni dalla regione o dai comuni.

Sono passati 43 anni, ci troviamo oggi nel 2013, in un momento storico-sociale di vitale importanza per la sopravvivenza stessa dello stato e ci stiamo ancora permettendo il lusso di sostentare un Ente completamente svuotato di significato che costa alla collettività 12 miliardi di euro l’anno a cui bisogna aggiungere i 2,15 miliardi di euro di stipendi dei 61.000 dipendenti, dei 4104 politici e del numero imprecisato di “staffisti” e “collaborazioni”, di diretta nomina politica.

L’abolizione delle Province non porterebbe di certo al licenziamento dei dipendenti pubblici sia ben chiaro. Le competenze verrebbero semplicemente dirottate su altri Enti di riferimento; eliminando  i costi di gestione e rappresentanza si ricaverebbe un risparmio immediato di ben 4,5 miliardi di euro.

A parole sembrano essere tutti d’accordo. L’abolizione delle province (o l’accorpamento) era nel programma elettorale di PDL e PD meno L già nel 2008.

Perché sopravvivono o peggio, si moltiplicano (erano 91 dopo la seconda guerra mondiale e ora sono 110), oltre 40 anni dopo la loro teorica abolizione?

E’ presto detto:

Garantiscono 110  poltrone presidenziali  3.246 consiglieri e 858 assessori provinciali.


Si potrà obiettare che le Province sono previste in Costituzione. Vediamo infatti in questo periodo una marea di ricorsi alla Corte Costituzionale per verificare la legittimità della soppressione degli Enti in questione.

Bisogna essere intellettualmente onesti. Costruendo le regioni si andava a completare l’architettura dello stato Italiano repubblicano. Le Province andavano superate. E’ stato affermato nel 1947. Utilizzare lo scudo della Costituzione in maniera così strumentale è dunque null’altro che la dimostrazione di un ancoramento patologico a posizioni di rendita e di potere in barba all’interesse collettivo e talvolta alla stessa dignità.

La provincia di Salerno: Un caso a limite (della decenza)

Se tutto questo non ci indigna proviamo ad andare oltre. Parliamo dell’assurdo. Parliamo della provincia di Salerno. Nel 2009 fu eletto Presidente della Provincia il parlamentare in quota PdL Edmondo Cirielli. Dopo tre anni e mezzo di mandato, il 25 ottobre 2012 è stato dichiarato “decaduto” da un Consiglio Provinciale a larga maggioranza PdL. Il 25 febbraio 2013 è stato rieletto alla camera dei deputati nel nuovo gruppo parlamentare “Fratelli d’Italia”.

A prima vista nulla di strano; semplice cronaca politica. Andando più a fondo, invece, la faccenda si fa molto più interessante.

Partiamo da una domanda: perché un Consiglio Provinciale dovrebbe dichiarare “decaduto” il suo Presidente? Il 9 ottobre 2012  il Consiglio Provinciale di Salerno, come quello di Napoli, vota una mozione che dichiara l’incompatibilità di Cirielli tra l’incarico di Presidente della Provincia di Salerno e deputato; come detto, il 25 ottobre Cirielli “decade” e si insedia il vice presidente Antonio Iannone.

Questo gioco di voti, sedie e “rinunce” ha numerosi significati:

1)      La votazione del 9 ottobre 2012  non fa altro che seguire una norma del 2000 che dichiara incompatibile la candidatura alla carica di deputato con la carica di Presidente della Provincia. Candidatura che sarebbe arrivata il giorno stesso per “polemizzare” contro i tagli alle province imposti dal governo Monti.

2)      Essendo “decaduto” e non sfiduciato, l’incarico come detto è passato al vice Presidente Iannone. In questo modo dunque, l’intero consiglio provinciale è rimasto in piedi: tutti gli assessori, lo staff, e le partecipate hanno continuato il mandato in pace e Salerno si ritrova un Presidente della Provincia che ha preso nella tornata elettorale del 2009 la bellezza di zero voti. Lo stesso Iannone è infatti stato nominato dal presidente Cirielli come assessore esterno nel 2009.

Nulla da dire; un passaggio di testimone degno dei migliori staffettisti. Un cambio al vertice per fare in modo che le istituzioni di potere rimanessero del tutto intatte.

3)      Abbiamo scoperto che i Consigli Provinciali di Napoli e Salerno posseggono doti  di “chiaroveggenza”: Cirielli e Cesaro “decadono” ufficialmente, dopo aver indicato i loro successori (i fedelissimi Iannone e Pentangelo)e  rispettivamente il 25 e 27 Ottobre 2012.

Fin qui tutto bene; ma proviamo a mettere assieme i pezzi del puzzle: nella finanziaria dello scorso anno, datata 24 dicembre 2012, (Legge di stabilità 2013) si nota una forte sterzata verso una “prossima” abolizione delle Province. In tal senso si può leggere che: “Nei casi in cui in una data compresa tra il 5 novembre 2012 e il 31 dicembre 2013 si verifichino la scadenza naturale del mandato […]o in altri casi di cessazione anticipata del mandato degli organi provinciali ai sensi della legislazione vigente, è nominato un commissario straordinario, ai sensi dell’articolo 141 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, per la provvisoria gestione dell’ente fino al 31 dicembre 2013.”

Che sorpresa! Che bravi! Sarebbe bastata una sola settimana in più e invece del Vicepresidente che mantiene su tutto l’apparato politico istituzionale che continua a prosperare, sarebbe arrivato un commissario straordinario. Sarebbe stato un vero peccato per l’On. Cirielli non poter contare su un gruppo ossequiante chiamato “Consiglio Provinciale di Salerno” durante la competizione elettorale del 24 e 25 febbraio.

Toh…. !!!.Qualcuno potrà obiettare che la legge parla chiaro ma si fa di tutto per creare incertezze,  prendere tempo e mantenere salda la poltrona.

E’ del 13 marzo la lettera indirizzata al presidente della repubblica da parte del ministro Cancellieri in cui chiede lo scioglimento del consiglio provinciale di Napoli.

Nella richiesta di scioglimento, avanzata dal ministero dell’Interno, è scritto che la decadenza del presidente «costituisce presupposto per lo scioglimento del onsiglio Provinciale». Da qui la richiesta accolta dal Presidente della Repubblica che ha sciolto il Consiglio.

Infatti, come si può rilevare dal Testo Unico degli Enti Locali, la Giunta e il Consiglio sono in scioglimento e si devono tenere le nuove elezioni nella prima tornata elettorale utile. Il Ministero dell’interno ha stabilito che le prossime elezioni amministrative  ci saranno il 26-27 maggio. Alla stessa data devono cessare le cariche provinciali ed essere sostituite dal Commissario Straordinario, vista la sospensione delle stesse prevista nella citata legge di stabilità.

Le situazioni di Napoli e Salerno sono speculari. Aspettiamo fiduciosi un intervento Istituzionale o le sentenze della magistratura che per Salerno pare dovrà pronunciarsi il 22 aprile prossimo.

La condanna dal nostro punto di vista è già arrivata. La condanna ad un’intera classe politica che ha deliberatamente scelto di assoggettare il bene comune agli interessi personali. Una condanna che deve risuonare forte. Senza possibilità d’appello. Una condanna definitiva ad un sistema oramai morto che ha provato a portarci con se all’altro mondo.

 

Di seguito l’interrogazione appena presentata dal movimento 5 stelle Campania

 

Interrogazione
Al Presidente del Consiglio
On. Enrico Letta
Sede

Al Ministro degli Interni
On. Angelino Alfano
Sede

Premesso che:
• il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” all’art. 53 “ Dimissioni, impedimento, rimozione, decadenza, sospensione o decesso del sindaco o del presidente della provincia” sancisce “In caso di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del sindaco o del presidente della provincia, la giunta decade e si procede allo scioglimento del consiglio.”;
• l’art. 115 della Legge 24 dicembre 2012 , n. 228 ” Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilita’ 2013)” dispone che “Nei casi in cui in una data compresa tra il 5 novembre 2012 e il 31 dicembre 2013 si verifichino………, o in altri casi di cessazione anticipata del mandato degli organi provinciali ai sensi della legislazione vigente, è nominato un commissario straordinario, ai sensi dell’articolo 141 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, per la provvisoria gestione dell’ente fino al 31
dicembre 2013.”
• Sono state indette le Elezioni Amministrative del 2013 il 26 e 27 maggio, tornata utile anche per le amministrazioni provinciali in scadenza di mandato a qualsiasi titolo;
• con l’approvazione dell’ art. 115 della Legge 24 dicembre 2012 , n. 228, definita come Legge di Stabilità, sono state sospese fino al 31 dicembre 2013 le disposizioni dei decreti legge “Salva Italia” e “Spending Review” e si determina di commissariare le province che avrebbero dovuto rinnovare gli organi istituzionali, come il caso della Provincia di Salerno;
• il decreto del 18 marzo 2013 del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro degli Interni, ha sciolto il Consiglio provinciale di Napoli avendo ritenuto che ai sensi dell’art. 53 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ricorrano gli estremi per far luogo allo scioglimento della suddetta rappresentanza;
• la situazione giuridica e di fatto del Consiglio provinciale di Salerno è omologa a quella che ha portato allo scioglimento del Consiglio provinciale di Napoli;
• l’applicazione confusa e disomogenea delle leggi dello stato rappresenta lo specchio della volontà della classe politica di disprezzo delle regole;
• il mancato scioglimento del consiglio provinciale di Salerno e la mancata nomina del commissario arrecano un grave danno erariale conseguenti alla continuazione di funzioni pubbliche da soggetti privi della legittimazione giuridica nonché uno stato di estrema incertezza nella legittimità degli atti prodotti;
Chiedo
1) di sapere se sono state avviate le procedure di scioglimento del Consiglio provinciale di Salerno e la relativa contestuale nomina del commissario;
2) in caso negativo di conoscere le ragioni che ostano a tale decisione e che negano il ripristino della legalità;

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