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Civili della Difesa esasperati dalle attese. La strada è tortuosa, ma non perdiamo la lucidità.

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Questa mattina abbiamo fatto ripartire il tavolo organizzato, su delega specifica del Ministro Guerini, con tutte le sigle sindacali che si occupano di difendere i diritti dei lavoratori civili del Ministero della Difesa.
Siamo già al terzo appuntamento nel giro di un lasso di tempo che, se pur breve, necessita ritmi serrati.

È il secondo che gestisco personalmente grazie all’impegno degli uffici del Ministero che, a diversi livelli e su differenti temi, hanno l’onere di supportarmi nel valutare le proposte dei sindacati e di costruire le strategie utili a trovare soluzioni concrete per la valorizzazione dei dipendenti civili della Difesa.

Durante l’ultimo incontro di dicembre ci eravamo lasciati dandoci appuntamento ad oggi, una volta terminato il complesso iter della legge di stabilità, per iniziare a ragionare sui reali risparmi derivanti dall’applicazione della legge 244. Il Ministro Guerini aveva richiesto agli uffici preposti di accelerare, e così è stato.

Non vi nascondo che le cifre che sono venute fuori hanno reso la riunione particolarmente complessa, ci sono stati diversi momenti di effervescenza da entrambi i lati del tavolo in quanto si è cristallizzata la consapevolezza che i fondi a disposizione, da soli, non basteranno mai a concretizzare la progettualità che si era sperato di poter realizzare nel breve periodo.

Una volta ricostruito un clima di serena collaborazione, consapevoli che l’unica cosa che conta è raggiungere un obietto concreto, tutti i responsabili delle sigle presenti al tavolo hanno condiviso alcuni case history su come altre pubbliche amministrazioni sono riuscite ad ottenere piccoli e grandi risultati in tema di retribuzioni. Diversi approcci che hanno favorito soluzioni, seppur non totalmente soddisfacenti, quantomeno migliorative delle condizioni lavorative.

Abbiamo deciso di invitare alle prossime riunioni i delegati della Funzione Pubblica e del MEF, per capire in primo luogo a che punto sono le azioni di sistema che si stanno strutturando per contrastare le sperequazioni venutesi a creare nel tempo tra i dipendenti delle diverse amministrazioni e per ragionare sulle azioni che è possibile mettere in campo durante il prossimo mille proroghe.

Fatto sta che, senza voler mettere il carro davanti ai buoi, il nostro Dicastero dovrà farsi carico, in ogni caso, di una parte degli sforzi economici utili ad incontrare i bisogni di lavoratori che garantiscono la continuità operativa di un Ministero strategico per il Paese.

Entro febbraio dovremmo, quindi, riuscire ad organizzare un nuovo incontro e valutare quali delle interessanti proposte messe sul tavolo nelle ultime due riunioni siano quelle maggiormente perseguibili e attuabili.
Da ingegnere sono abituato a ragionare in modo pragmatico e questa partita si gioca su più livelli: uno esterno nel rapporto con le altre amministrazioni, uno interno dimostrando una maggiore sensibilità verso chi contribuisce alla crescita complessiva delle capacità di tutto il comparto ed una personale, in cui ognuno di noi, nel rispetto delle proprie prerogative, cerca di superare il proprio punto di vista in nome di un risultato collettivo.

Credo che anche infervorarsi durante queste riunioni sia un chiaro segnale del fatto che è passato troppo tempo e c’è la voglia da parte di tutti di chiudere questa partita con un punto a favore, e di chiuderla quanto prima!

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