Una scorta non si nega a nessuno: l’armata degli ex e delle new entry

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    INFOGRAFICA-SCORTA-POLITICI E PERSONAGGI PUBBLICI
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    Una delle prime istanze che abbiamo presentato nell’ufficio di Presidenza a nome del MoVimento 5 Stelle, è stata la totale cancellazione delle auto blu per tutti i parlamentari meno che per la presidente Boldrini.

    Ma quanti politici hanno diritto alla scorta?

    Dagli ex stile La Russa alle new entry stile Matteo da Firenze, tanti nomi e tante sorprese!

    Ecco cosa emerge dall’inchiesta del Fatto Quotidiano: “Nell’aprile 2006 infatti, come riportarono i giornalisti Stella e Rizzo sul Corriere quando ancora stava a Palazzo Chigi in attesa di lasciare il posto a Romano Prodi, il Cavaliere decise di concedersi una scorta di 31 uomini e 16 auto in qualità di ex presidente del consiglio” .

    Cento agenti segreti sono impiegati nella scorta di esponenti politici per un costo annuo di 15 milioni all’anno, non sarebbe meglio utilizzare questi uomini specializzati per missioni più utili?

     

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    La gente non arriva a fine mese e le aziende chiudono ma i politici continuano ad usare le istituzioni come gran maestri di cerimonie in perenne campagna elettorale, uno sperpero di risorse pubbliche in nome della comodità (non sicurezza) di persone che non ricoprono più ruoli istituzionali ma continuano ad usufruire di vantaggi e favori perché parte dell’establishment.

    Sarebbe bello sapere gli ex presidenti Berlusconi, Monti e Letta abbiano ancora a disposizione uomini e mezzi, sarebbe bello capire quali sono i parametri che consentono la proroga della scorta a chi ormai ha terminato il proprio mandato.

    Ora c’è Matteo, vediamo se questi 255.000.000 di euro all’anno sono bastati o se dovremmo spenderne altrettanti prima di tagliare questi assurdi privilegi a chi ha contribuito ad allargare il buco nero delle finanze pubbliche di questo paese.

    Mentre uomini di stato come Di Matteo vengono minacciati dalla mafia ed abbandonati dalle istituzioni altri godono del privilegio di essere difesi dai cittadini che hanno contribuito a rovinare.

    Quest’Italia è solo un ricordo, siamo gli unici in grado di favorire il cambiamento culturale perché lo abbiamo già applicato su noi stessi, senza alcuna norma, regola o prassi, semplicemente rifiutando ciò che non riteniamo giusto.

     

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    Angelo Tofalo cittadino eletto al Parlamento con il movimento 5 stelle nella XVII e XVIII legislatura, già Sottosegretario di Stato alla Difesa

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