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Consultazione Grillo Renzi? Un film già visto. Andiamo oltre!

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In ordine da sx verso dx, Pier Luigi Bersani, Enrico Letta e Matteo Renzi

Consultazione Grillo Renzi? Un film già visto. Andiamo oltre!

Capisco che l’incontro tra Beppe Grillo e Matteo Renzi sia stato uno shock per tanti italiani.

Non per tutti.

Soprattutto per quelli che pur avendo guardato lo stesso film ben tre volte nello stesso anno, un triplo déjà vu se vogliamo, erano ormai convinti di conoscerne il finale.

Eppure ieri a quel tavolo non ho sentito cose nuove o sconcertanti.

Ho sentito solo ripetere ciò che da 10 mesi un nuovo gruppo di parlamentari ed amministratori urlano in tutte le piazze, nei comuni, in Parlamento, nei video ed in tutte le interviste TV (o almeno quando un direttore concede uno spazio democratico a 9 milioni di italiani).

So che siamo tutti abituati ad un perbenismo burocratizzato di alta levatura, gestito da gran maestri di cerimonia e  mentitori professionisti,  tuttavia noi continuiamo a non cercare il mero consenso ma la partecipazione ed il risultato.

So che un cittadino guardando i TG, seduto sul divano al ritorno da una faticosa giornata di lavoro, possa essersi irrigidito dinanzi al duro atteggiamento di Beppe mentre spiegava ad una nuova maschera che purtroppo  conoscevamo già il volto che celava.

So anche purtroppo che tra qualche mese calerà il sipario dell’ultimo spettacolo intitolato “Matteo e l’isola che non c’è” portando alla luce le stesse contraddizioni di chi ha sempre votato in Parlamento contro il cambiamento per mantenere in vita il potere di chi muove effettivamente i fili della politica.

Ci stiamo svegliando da un matrix che si fondava sull’ipocrisia della forma, l’unico modo per combattere questo maledetto immobilismo eteroguidato da banchieri, finazieri e lobbies è  informarsi.

Renzi aveva una grande occasione, poteva approfittare di uno squarcio in queste sorde istituzioni per tagliare le gambe ad un gruppo di potere che gli italiani avevano messo alla porta con l’ultimo voto.

Poteva approfittare della nostra forza per lanciare un vero segnale di cambiamento ed invece, come nella più democristiana delle ipotesi, ha preso il potere tuffandosi a piedi uniti nella cloaca degli interessi precostituiti, riesumando pregiudicati, strizzando l’occhio a tutti.

Insomma il solito cambiare tutto per non cambiare niente, un’operazione di facciata dove il cuore pulsante rimane l’asse di potere che ha finto di governare in nome del popolo negli ultimi 20 anni.

Bastava dire le tre parole magiche: reddito di cittadinanza, conflitto di interessi e abolizione finanziamento pubblico a editoria e partiti.

Ha preferito iniziare il suo discorso parlando di finte abolizioni delle province, riforme costituzionali last minute, spettacoli, morti e disperazione bruciando così in pochi secondi la nostra attenzione con cose che purtroppo già conosciamo troppo bene, le stesse cose che hanno favorito la genesi del Movimento 5 Stelle.

Il caro Matteo sta telefonando uno ad uno tutte le icone dell’Ancien Régime per portare a termine la restaurazione dello status quo e continuare indisturbato a nascondere dietro timide innovazioni le solite vecchie marchette del sistema.

La causa sono loro, l’effetto è la crisi italiana e la soluzione siamo noi

E’ il momento di andare in Europa da cittadini liberi, ci vuole coraggio per andare oltre!

 

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