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Il lago dei veleni Petrosa, comune di Ceraso. Il governo agisca subito!

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lago di petrosa--comune-di-ceraso
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Sversamenti rifuti nei pressi del lago artificiale nel comune di Ceraso (Sa)
Sversamento rifuti nei pressi del lago artificiale nel comune di Ceraso (Sa)

 

In località “Petrosa” del Comune di Ceraso (SA) in area strettamente contigua al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano si è consumato l’ennesimo scempio all’ambiente.

Un lago artificiale  – diga Fabbrica –  è stato vittima di una discarica tossica, certificata dall’ARPAC e in tutti questi anni non si è riusciti a debellarla.  Abbiamo presentato una interrogazione in merito per fare chiarezza sulla vicenda.

Qui l’interrogazione presentata al Ministro Andrea Orlando

Lago di Petrosa

Interrogazione a risposta in commissione 5-01374

presentato da

TOFALO Angelo

testo di

Martedì 5 novembre 2013, seduta n. 111

TOFALO. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

il lago artificiale in località «Petrosa» del comune di Ceraso (Salerno) «diga Fabbrica», sito in area strettamente contigua al Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, si inserisce nel panorama cilentano quale sua peculiare componente tra le più suggestive per la folta vegetazione che lo circonda e per l’habitat che offre a varie specie botaniche ed ornitologiche, nonché ittiche;

il possesso e la manutenzione del lago sono esercitati dal consorzio di bonifica Velia, ente pubblico strumentale della regione Campania che lo controlla ai sensi e per gli effetti della legge regionale n. 4 del 2003;

il consorzio di bonifica Velia è presieduto da oltre 34 anni dallo stesso presidente, avvocato Francesco Chirico, senza alcun ricambio, tanto che di fatto non si procederebbe ad inserire all’ordine del giorno del consiglio dei delegati, che è l’organo che lo ha nominato presidente, la verifica della maggioranza che a suo tempo lo ha eletto presidente e che si è dissolta nel tempo;

ai margini del lago è stata scoperta, da parte del corpo forestale dello Stato, una discarica abusiva, di vaste dimensioni, per oltre 1.500 metri quadrati di superficie, contenente rifiuti pericolosi tossici accertati dall’ARPAC;

con ordinanza n. 31 del 25 giugno 2012 (doc. 1), il sindaco del comune di Ceraso (Salerno) ha rilevato che «la situazione delittuosa è ascrivibile alla responsabilità del consorzio Velia, con sede in Prignano Cilento (Salerno) alla località Piano della Rocca, nella persona del legale rappresentante avvocato Franco Chirico»;

la gravità del comportamento del Chirico potrebbe evidenziarsi sulla base dell’anzidetta ordinanza del sindaco del comune di Ceraso; della sconcertante nota con la quale il Chirico, rispondendo alla richiesta di accesso ai documenti avanzata da un membro del consiglio dei delegati del consorzio Velia, dottor Damiano Bortone, relativi alle analisi delle acque del lago «Fabbrica» interessate dalla discarica di amianto allestita abusivamente sulle sue rive, ha asserito disinvoltamente di non aver mai disposto alcuna analisi, non essendovene – a suo avviso – la necessità, in quanto le acque del lago sarebbero utilizzate per «usi irrigui», come a dire che esse non entrano nel circuito alimentare; dal decreto di citazione a giudizio emesso in data 8 luglio 2013, con il quale la procura della Repubblica presso il tribunale di Vallo della Lucania ha rinviato a giudizio il presidente Chirico «per il reato p. e p. dall’articolo 256, comma 1, lettera b) 2 e 3 in relazione all’articolo 6, comma 1, lettera e), legge 30.12.2008 n. 210 e s.m. e i. (recante misure per fronteggiare l’emergenza rifiuti in Campania), perché, quale Presidente-legale rappresentante del Consorzio di Bonifica “Velia”, adibita con carattere permanente, teneva in esercizio e gestiva un’area di circa mq 1500… a smaltimento di rifiuti pericolosi e non… In tal modo realizzava e gestiva di fatto una discarica di rifiuti pericolosi e non…»;

la discarica abusiva anzidetta ha creato le condizioni per un disastro ambientale di incalcolabile portata, risultando, tra l’altro, che una parte almeno del materiale pericoloso tossico è stato interrato in prossimità della tubazione che scarica l’acqua dal lago a Casalvelino Marina in località «Foce», una delle località balneari del Cilento tra le più frequentate;

la permeabilità del suolo sottostante della discarica abusiva, che ridonda in pregiudizio delle falde freatiche, è stata a suo tempo accertata dal servizio geologico nazionale che ha registrato per una di esse una profondità variabile tra 0,90 metri e 11,60 metri, mentre per un’altra falda, a pressione, più profonda, è stata registrata una risalita dell’acqua fino a 1,50 metri al di sotto del piano di campagna. Né l’infiltrazione delle acque contaminate dalla presenza dei rifiuti tossici è impedita dal substrato argilloso, dal momento che, come pure accertato dal servizio geologico nazionale, il letto di argilla non è privo di discontinuità, sicché, attraverso le numerose fessurazioni, ha facilmente luogo il percolamento delle acque inquinate;

del grave disastro ambientale innescato dalla discarica abusiva allestita dal consorzio di bonifica Velia, hanno dato notizia quotidiani a diffusione nazionale, quale il Corriere della Sera del 25 e del 26 agosto 2012, nonché il TG 3 Regione Campania in data 25 agosto 2012 e il TG5 in data 28 agosto 2012. Nell’articolo pubblicato dal Corriere della Sera in data 26 agosto 2012 si fa riferimento alla recrudescenza di malattie tumorali nell’area del Parco del Cilento e all’esigenza che la competente ASL effettui indagini epidemiologiche dirette a stabilire l’impatto dei rifiuti speciali pericolosi, quali quelli rinvenuti sulle rive del lago gestito dal consorzio di bonifica Velia –:

quali iniziative indifferibili ed urgenti intendano assumere anche inviando un’ispezione del comando dei carabinieri per la tutela dell’ambiente nell’area. (5-01374)

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