Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni fu istituito nel 1991, ma solo nel 1995 fu creato l’ente per la sua gestione. L’iniziale area naturale protetta fu di circa 36000 ettari, interamente compresa nella provincia di Salerno, successivamente estesa fino a 181048 ettari. Per la sua bellezza dal 1998 è Patrimonio dell’umanità dell’Unesco (con i siti archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula), dal 1997 è Riserva della biosfera e dal 2010 è il primo parco nazionale italiano a diventare Geo-parco.
Proprio la nomina a Geo-parco, oltre a rappresentare orgoglio per una zona incantevole a Sud di Salerno, ci fa rendere conto delle particolarità intrinseche di questa zona, lasciate a se stesse senza minima traccia di manutenzione nonostante le notevoli denunce dei cittadini all’ente.
Le problematiche iniziano da mancati controlli sul territorio per l’individuazione di discariche abusive, alla prevenzione della fauna locale. L’assenza di risposte dai soggetti predisposti per legge alla tutela e alla difesa dell’ambiente procura rabbia e delusione ai cittadini ormai lasciati a loro stessi.
Per questo ho formulato la seguente interrogazione scritta che presenterò al Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti, al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini.
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>> Qui l’interrogazione presentata <<
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Al Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territtorio e del Mare
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali
Per sapere – Premesso che:
Il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è istituito con L. 394 6/12/1991 – D.M e solo con D.P.R 4 agosto 1995, n. 181 fu istituito l’ente per la sua gestione. L’iniziale area naturale protetta fu di circa 36 000 ettari, interamente compresa nella provincia di Salerno, successivamente estesa fino a 181 048 ettari. Dal 1998 è Patrimonio dell’umanità dell’Unesco (con i siti archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula), dal 1997 è Riserva della biosfera e dal 2010 è il primo parco nazionale italiano a diventare Geoparco. La sede del parco è a Vallo della Lucania.
L’Ente nonostante le continue denunce non riesce a provvedere:
alla manutenzione dei muretti a secco e delle lunette para terra – vanto e vestigia dell’antica civiltà rurale; alla prevenzione della scomparsa sempre più evidente di piccoli volatili – ad es. Merlo, cardellino, pettirosso – preda di altre specie; al controllo del numero dei cinghiali o di volatili finora sconosciuti sul territorio, dunque al conseguente impoverimento dei raccolti preda di fauna selvatica; all’erosione delle superfici coltivate e il conseguente aumento di rovi, nonché l’incuria degli scoli piovani e il conseguente degrado delle strade comunali e provinciali e sentieri di collina e di montagna, con discariche sotto i ponti e paracarri.
Quali azioni sono state intraprese per promuovere turismo e i prodotti agricoli;
Se il territorio a vocazione agricola sia compreso nelle aree contigue del Parco e per frenare le eventuali speculazioni edilizie in dette aree queste siano coadiuvate con i piani urbanistici comunali;
Quale siano state le indicazioni degli Agronomi competenti per migliorare e ampliare le risorse agro-forestali e che siano noti i carichi di lavoro degli impiegati di cui si è dotato il Parco;
Se insieme al corpo forestale, l’Ente svolga compiti di vigilanza e prevenzione con relazioni sullo stato del territorio in particolare sull’assetto idrogeologico, emergenze fitosanitarie dei boschi e degrado ambientale, o al controllo di discariche abusive;
Se è possibile un coordinamento per il contenimento della fauna selvatica insieme alle associazioni in loco, con richiesta di deroga alla normativa vigente vista l’urgenza e i danni incalcolabili;
se tutti i terreni incolti appartenenti all’ente parco riportati in catasto come agricoli possano essere adeguatamente sfruttati anche coinvolgendo le comunità locali e i corpi intermedi.







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