Sono passati due lunghi anni dal giorno in cui il Movimento 5 Stelle è entrato in Parlamento.
Da allora sono cambiate tantissime cose ma le nostre promesse in campagna elettorale sono rimaste il faro da seguire per non staccare mai il cordone con la Rete di cittadini attivi che ha consentito questo miracolo democratico.
Abbiamo trasformato in atti politici concreti tutti i punti del nostro programma e, pur rappresentando quasi 9 milioni di cittadini, la politica partitica ha deciso di non calendarizzarle per continuare a vivere in un Paese bloccato dalle caste e dai loro rapporti con le lobbies.
Abbiamo rifiutato 42 milioni di euro dei rimborsi elettorali e restituito dai nostri stipendi più di 10 milioni di euro.
Abbiamo aperto un fondo per finanziare i progetti degli italiani che sono stati messi alla berlina dalle banche perché con garanzie insufficienti, gli stessi istituti che hanno deciso di utilizzare i soldi della BCE per speculare in finanza a danno dell’economia reale.
Abbiamo stanato e denunciato gli abusi di una classe politica ormai totalmente autoreferenziale.
Abbiamo dovuto fare sforzi immani per comunicare le nostre vittorie perché ostacolati dal silenzio dei media.
Abbiamo lottato quotidianamente per convincere i politici dei partiti che è necessario ripartire dalla persona e non da dati ormai falsati da imbrogli contabili quali PIL e spread.
Abbiamo sperato che molti parlamentari delle altre forze politiche potessero sfruttare la nostra forza rivoluzionaria per alzare finalmente la schiena.
Purtroppo per molti è stata più forte la voglia di affidarsi ad una “nuova faccia” e vivere comodamente un mandato da “eletti” che incidere realmente nelle istituzioni per dare una vera svolta a questo Paese.
Auto blu, voli di stato, scorte, autisti, marchette territoriali, favori alle lobbies… nessuno ha voluto rinunciare ai propri privilegi in nome di una credibilità perduta nei confronti dei cittadini.
Mi sento sereno nell’aver fatto la mia parte e quando ho effettuato l’ultimo versamento ho immaginato una bilancia virtuale sulla quale da un lato ci sono le cose che avrei potuto fare per appagare gli istinti umani di una società ormai troppo arida e dall’altro lato i sogni di imprenditori giovani e meno giovani.
Questi 90.000 euro saranno il trampolino per le idee degli italiani che credono ancora nel lavoro, nell’onestà e nella giustizia sociale.
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Qualcuno dirà: “ma così non si cambia l’Italia!”, io sono stato abituato a pensare che per rieducare un Paese non abbiamo bisogno di leader e parlatori professionisti ma di esempi concreti.
Se tutti avessero restituito i rimborsi elettorali ed avessero contribuito al fondo per le piccole e medie imprese oggi avremmo un fondo miliardario e soprattutto avremmo rispettato il volere espresso dai cittadini italiani con un referendum.
Qualcuno però ha preferito usare quei soldi per altri scopi, per accrescere il proprio potere, i propri contatti o semplicemente il proprio stile di vita.
Tutte le informazioni su www.microcredito5stelle.it






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