Home Attività Parlamentare Rischio sismico? “Stop alle Emergenze, avanti con la Prevenzione!”

Rischio sismico? “Stop alle Emergenze, avanti con la Prevenzione!”

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Angelo tofalo Basta Emergenze, prevenzione
Angelo tofalo Basta Emergenze, prevenzione

Non accettiamo la riformulazione del governo, ne capiamo lo sforzo ma questo ennesimo episodio, tra l’altro meno significativo di altri, è solo la punta dell’iceberg di un problema nazionale.

Nonostante l’Italia sia una terra a forte rischio sismico, la prevenzione non è ancora diventata la parola d’ordine.

Per cui, lo possiamo dire chiaramente, ora ci ritroviamo tutti in aula per rimediare fondamentalmente ad un tentativo di “marchetta” da parte di alcune forze politiche ma come M5S cerchiamo comunque di dare il nostro contributo.

C’è chi si sta impegnando a studiare anche se è possibile prevedere i terremoti, ad esempio con gli studi sul radon, ma quello che sappiamo con certezza, grazie agli studi e al monitoraggio continuo, è che gran parte del territorio nazionale è ad alto rischio sismico.

La zona dei Monti del Matese ha un livello di pericolosità sismica molto alto, “tra i più elevati in Italia“, come ha spiegato il direttore del Centro Nazionale Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Alberto Michelini. “Per questo è fondamentale puntare sulla prevenzione, in modo da costruire sulle basi delle indicazioni contenute nella Mappa della pericolosità sismica“.

Secondo l’ordinanza n.3274 del 2003, il territorio italiano è stato suddiviso in quattro zone a rischio sismico:

la zona 1, la più pericolosa, in cui i terremoti possono essere fortissimi (comprende 708 comuni);

la zona 2 in cui si possono verificare forti terremoti (comprende 2.345 comuni);

la zona 3 in cui i terremoti sono rari ma possono essere forti (comprende 1.560 comuni);

la zona 4, la meno pericolosa, in cui i terremoti sono rari (comprende 3.488 comuni).

Nuovi aggiornamenti sono avvenuti nel 2012 con la pubblicazione dell’elenco dei comuni aggiornata da parte della Protezione Civile.

La stessa ordinanza diede l’opportunità, anche se con colpevole ritardo, di effettuare una verifica di sicurezza delle costruzioni Strategiche, tra cui senz’altro figurano le scuole.

Ricordiamo che i controlli iniziati sull’emozione di San Giuliano di Puglia avrebbero dovuto concludersi entro 5 anni dalla data di emanazione della legge, ma ovviamente questa data limite è stata prorogata e fissata al 12/2009 solo dopo il terremoto dell’Aquila, successivamente anche questa data è stata prorogata e fissata al 12/2010.

Oggi sembra finita nel dimenticatoio.

Non si sa quante scuole siano state monitorate, né soprattutto quali sono i provvedimenti che derivano dalla acclarata inadeguatezza della stragrande maggioranza di questi edifici.

Un’inchiesta del magazine Wired arriva alla conclusione che le verifiche sismiche sulle scuole avrebbero impegnato, fino a quasi fine 2012, almeno 135 milioni di euro dal 2004. L’elevato costo sarebbe una delle ragioni per cui sono state fatte, complessivamente, poche verifiche in tutta Italia, su meno del 50% delle scuole ad alto rischio.

Ma la cosa assurda, sulla quale è doveroso fare una riflessione, è che la verifica è obbligatoria, mentre non lo è l’intervento, anche in caso di acclarata, grave vulnerabilità sismica.

Quindi lo Stato fa una Legge che dovrebbe garantire una maggiore sicurezza, salvo poi giustificare il mancato intervento, che dovrebbe essere consequenziale alle verifiche fatte, con la mancanza di fondi, che lo stesso Stato dovrebbe stanziare.

Come se l’intervento da effettuare fosse un fastidioso adempimento da cui sfuggire e non riguardasse la stabilità di strutture che ospitano i nostri figli!

E’ indifferibile lo stanziamento di una cifra adeguata per la messa in sicurezza dei luoghi pubblici, che sono i nostri luoghi, quelli che affolliamo noi ed i nostri cari. Ma occorre intervenire subito e senza inutili lungaggini burocratiche.

La Campania è sicuramente una delle zone a più alto rischio sismico, eppure, secondo l’ultimo rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, circa il 60% del patrimonio edilizio scolastico della regione è precedente al 1974, anno di entrata in vigore delle norme sulle edificazioni nelle zone a rischio sismico.

Solo l’8,4% risulta costruito secondo criteri antisismici: solo nel 31,1% è stata effettuata la verifica di vulnerabilità antisismica a fronte di un 100% di edifici posti in aree a rischio sismico.

Proprio per questi motivi e quelli detti precedentemente dal collega Segoni voteremo con convinzione la nostra mozione che è in ottica di soluzione locale ma soprattutto nazionale! e quella di SEL (per il fascicolo del fabbricato) (Forza Italia ed NCD solita marchetta per prendere) per lasciare agli atti che il M5S porta avanti questa giusta battaglia sin dal primo giorno che è entrato in parlamento!

Ribadisco ancora una volta che bisogna passare velocemente dalla politica della continua emergenza attuata da tutti i governi che si sono succeduti in questi anni ed anche dall’attuale ad una politica reale di prevenzione!

Siamo stanchi di dover inseguire gli eventi critici ogni qualvolta vediamo stroncata la vita a donne ed uomini, anziani e bambini oltre a veder danneggiate nostre strutture strategiche e fondamentali.

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Angelo Tofalo cittadino eletto al Parlamento con il movimento 5 stelle nella XVII e XVIII legislatura, già Sottosegretario di Stato alla Difesa

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