Frana Sarno
Frana Sarno Maggio 1998

Sarno, Pizzo d’Alvano, canale dei Regi Lagni, Campania: 72 ore di ininterrotta e lenta pioggia,a quota 900 metri, provocano una frattura multipla nella montagna, spaccandola e facendo scendere a valle fango e detriti in gran quantità.

Unico ostacolo del percorso dell’acqua: le abitazioni.

Sono le ore 14:00 quando nel Comune di Quindici al Sindaco viene segnalato che il livello dell’acqua dei canali sta salendo rapidamente. Scatta l’allarme e si avvertono i Vigili del Fuoco, i quali rispondono che la situazione è sotto controllo.

Alle ore 16:00 la pioggia si abbatte con violenza sulle zone comprese tra Sarno, Bracigliano e Siano.

Ma soltanto alle ore 20:00 iniziano a giungere i primi soccorsi: 12 Associazioni locali e i Vigili del Fuoco in congedo.

A mezz’ora dall’arrivo dei volontari, Sarno viene inondata.

Smottamenti, frane, fango ovunque e black-out; le persone sono in preda al panico.

Crolla l’Ospedale di Villa Malta di Sarno, medici, infermieri e feriti vengono travolti da un’altra ondata di detriti, questa volta dal Monte Saro.

Frana di Sarno e Quindici
Frana di Sarno e Quindici

Ore 3:50 il Prefetto di Salerno invia gli ultimi aggiornamenti della situazione alla Protezione Civile che invia le ultime unità di soccorso a disposizione più 5 elicotteri che non hanno il permesso di sorvolare sulla zona nelle ore notturne.

Arriveranno soltanto all’alba.

Ma ormai è già troppo tardi, per un territorio totalmente devastato che conta già 160 morti, di cui 138 nella sola Sarno.

Dopo solo due giorni, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, viene dichiarato lo stato di emergenza idrogeologica e l’allora presidente della Giunta Regionale della Campania venne nominato Commissario delegato per la gestione dell’emergenza.

Nel 2001, con l’ordinanza del Commissario di Governo, vennero stabiliti i criteri e le modalità di erogazione dei contributi ai privati ai fini della ricostruzione.

Sono passati quindici anni dagli eventi appena descritti e risulta che molte famiglie colpite, pur ottenendo l’approvazione del contributo di ricostruzione da parte della commissione, lamentano ancora la mancata elargizione dei sussidi per la ricostruzione.

Intanto l’Agenzia Regionale addetta all’erogazione dei fondi stanziati, continua a sostenere che questi siano esauriti.

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri,

Ministro dell’Interno

– Per sapere –

Premesso che: Nella notte tra il 5 ed il 6 maggio 1998 i territori di Sarno, Quindici, Siano, Bracigliano e San Felice a Cancello nelle province di Salerno, Avellino e Caserta furono colpiti da gravi eventi franosi che rasero al suolo intere frazioni causando morte e devastazione, in quest’immane tragedia molti persero la vita e molti tutti i loro averi.

Dopo soli due giorni, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, venne dichiarato lo stato di emergenza idrogeologica e l’allora presidente della Giunta Regionale della Campania venne nominato Commissario delegato per la gestione dell’emergenza.

Il 7 settembre 2001, con Ordinanza del Commissario di Governo n. 1887 vennero stabiliti i criteri e le modalità di erogazione dei contributi ai privati ai fini della ricostruzione. In particolare, la normativa appena richiamata demandava la cura della fase istruttoria in capo ad una commissione tecnica presieduta dal Commissario di Governo e formata tra l’altro da dipendenti dei comuni interessati e la fase liquidatoria in capo allo stesso Commissario di Governo, fino a quando con l’O.P.C.M. n. 3681 del 2008 le competenze relative alla liquidazione, per la chiusura delle attività in corso, sono state trasferite all’A.R.CA.DI.S.

– l’Agenzia Regionale Campana Difesa Suolo; Sono passati ormai quindici anni dagli eventi appena descritti ed risulta che numerose famiglie colpite, pur avendo completato favorevolmente l’iter procedimentale, ottenuto l’approvazione del contributo di ricostruzione da parte della commissione ed in alcuni casi ricostruito integralmente a proprie spese lamentano ancora la mancata elargizione dei sussidi previsti per la ricostruzione.

L’Agenzia Regionale cui compete solo l’erogazione dei fondi stanziati, trattandosi di provvidenze pubbliche, sostiene che tali fondi stanziati ai fini della ricostruzione sarebbero esauriti, tuttavia secondo il Comune di Sarno, ente a cui spetta la fase istruttoria di tutte le pratiche, in sede di liquidazione dei contributi si sarebbero verificate considerevoli economie rispetto alle somme formalmente assegnate ai beneficiari.

Il Comune di Sarno resta tutt’oggi inadempiente, non solo a tutte le pratiche approvate e non finanziate, ma anche al D.L. 14/03/2013 n.33 che riguarda il “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicita’, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni “;

Se i ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti sopra riportati; Se alla luce di quanto esposto in premessa non ritengano necessario accertare e verificare quanto sostenuto dal Comune di Sarno;

Quali siano i provvedimenti che intendono adottare per fare finalmente chiarezza su tale problematica, onde garantire ai cittadini, già provati da anni di lungaggini burocratiche quella trasparenza amministrativa di cui all’art. 97 della Costituzione che dovrebbe informare l’operato della P.A.;

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