Datagate, Prism, Snowden: parole entrate nel dizionario quotidiano di tv, mezzi di comunicazione e discorsi tra gente comune circa un anno e mezzo fa.
Risalgono a fine 2012 ed inizio 2013 le prime inchieste giornalistiche nate da Dossier Top Secret divulgati da Edward Snowden , un ex informatico della CIA, che li ha raccolti durante la sua attività all’NSA.
I primi dossier vengono pubblicati il 6 giugno del 2013 dal Washington Post e dal Guardian. I due importantissimi quotidiani aprono lo scrigno di Pandora dell’Intelligence statunitense, regalando all’attenzione di pubblico e Media uno scandalo di proporzioni inaudite: il Datagate.
Le attività di sorveglianza di massa negli USA risalgono ai primi anni del decennio 1940.. Ma ben presto queste tecniche si espandono a livello globale (nel corso degli anni ’70) con il programma Echelon. Fino alle rivelazioni che hanno portato al Datagate conoscevamo solo questo programma di spionaggio. MA Grazie a Snowdwn sono stati svelati PRISM, XKeyscore, Tempora.
Tutti programmi di spionaggio, che come emerso dal Datagate, sono stati portati avanti con il supporto di agenzie straniere. In particolare parliamo di quei Paesi facenti parte dell’accordo UKUSA: Australia, Canada, Nuova Zelanda, UK e USA. Una strategia volta alla raccolta di informazioni attraverso l’attività di SIGINT, che ha come obiettivi obiettivi privati cittadini e istituzioni di diverse nazione, incluse le alleate occidentali degli Usa e Paesi membri della NATO.
Il Datagate ha contribuito a rivelare, per bocca del direttore dell’NSA Keith B. Alexander che l’agenzia raccoglie e custodisce informazioni sui tabulati telefonici di tutti i cittadini statunitensi.
Ciononostante il presidente Obama e lo stesso direttore avessero nei mesi precedenti al Datagate, negato l’esistenza di un qualsiasi tipo di spionaggio “privato” e domestico.
Dopo il Datagate, diversi movimenti come il Restore the Fourth e l’Electronic Frontier Foundation si sono prefissate l’obiettivo di intentare azioni legali contro l’NSA.
Il datagate ha anche costretto gli USA a gestire tensioni diplomatiche con paesi amici e non.
Il gruppo del MoVimento 5 Stelle al Copasir, composto dai parlamentari Vito Crimi, Angelo Tofalo e Bruno Marton si è più volte espresso contro il silenzio del Governo e le rassicurazioni da parte dello stesso sul datagate.
Il Movimento 5 stelle ha più volte preteso una presa di posizione forte del Governo sul Datagate e si adopera ancora oggi al fine di accertare la verità sui fatti e adottare le contromisure affinché sia garantita la riservatezza delle comunicazioni e la privacy di tutti i cittadini Italiani.












